Gli Stati Uniti valutano di consentire il trasporto di petrolio non sanzionato a bordo di petroliere già colpite dalle restrizioni di Washington. La misura potrebbe ampliare l’offerta di navi e contenere i costi del trasporto marittimo, oggi ai massimi storici.
Le petroliere della flotta ombra
L’ipotesi riguarda le petroliere della cosiddetta flotta ombra, legate a Russia, Iran e Venezuela. Un funzionario statunitense ha dichiarato mercoledì che l’amministrazione Trump sta discutendo un possibile allentamento delle sanzioni. Le aziende interessate dovrebbero presentare una richiesta al Dipartimento del Tesoro. Il Dipartimento dell’Energia ha precisato che la misura non aiuterebbe la Russia a trasportare petrolio o prodotti petroliferi.
Più greggio sui mercati mondiali
Washington punta a far arrivare sui mercati mondiali più greggio e prodotti raffinati provenienti dalla regione del Golfo Persico. Di recente gli Stati Uniti hanno già allentato le sanzioni sul diesel russo, una decisione criticata dall’Ucraina, dai Paesi europei e da diversi senatori repubblicani. Le nuove discussioni riguardano invece il trasporto di carichi non sottoposti a sanzioni statunitensi, anche a bordo di navi sanzionate, ha spiegato il funzionario.
La possibilità è stata menzionata questa settimana dal segretario all’Energia Chris Wright al Congresso mondiale del petrolio di Riad, secondo la società di analisi Energy Aspects. L’obiettivo indicato è ridurre i costi di trasporto.
Gli effetti sulle tariffe marittime
Energy Aspects ritiene tuttavia improbabile che la misura faccia scendere in modo generalizzato le tariffe marittime. Molte navi della flotta ombra sono vecchie e mal tenute, e il loro utilizzo è limitato dalle norme assicurative dell’Unione europea e del Regno Unito. L’effetto maggiore potrebbe concentrarsi nel Golfo Persico, dove il traffico di petroliere nello Stretto di Hormuz potrebbe aumentare, seppure in misura contenuta.
