Scienze

Cassini, 22 passaggi tra Saturno e i suoi anelli prima del tuffo finale

La sonda della missione NASA, ESA e ASI ha esplorato Saturno per 13 anni, trasmettendo dati fino a immergersi nell’atmosfera del pianeta il 15 settembre 2017.

Cassini, 22 passaggi tra Saturno e i suoi anelli prima del tuffo finale

Una sonda ha attraversato per 22 volte lo spazio stretto tra Saturno e i suoi anelli, prima di tuffarsi nell’atmosfera del pianeta e trasmettere dati fino agli ultimi istanti. È stato il finale della missione Cassini, una delle più ambiziose e fruttuose nella storia dell’esplorazione del Sistema solare, che in vent’anni ha trasformato ciò che sappiamo del gigante gassoso e delle sue lune.

La missione Cassini-Huygens

Realizzata insieme da NASA, Agenzia spaziale europea (ESA) e Agenzia spaziale italiana (ASI), la missione partì il 15 ottobre 1997 da Cape Canaveral, a bordo di un razzo Titan IVB. La sonda prese il nome dall’astronomo italo-francese Giovanni Domenico Cassini, che nel XVII secolo scoprì diverse lune di Saturno e le divisioni nei suoi anelli. A bordo aveva dodici strumenti scientifici e la sonda europea Huygens, progettata per esplorare Titano.

Cassini raggiunse Saturno il 1º luglio 2004, dopo un viaggio di sette anni. Per arrivare a destinazione sfruttò la gravità di Venere, della Terra e di Giove, con manovre che permisero di risparmiare carburante ed energia. Una volta in orbita, studiò il campo magnetico del pianeta, la sua atmosfera e la complessa dinamica degli anelli. Ma furono soprattutto le scoperte sulle lune a suscitare interesse.

Le scoperte su Titano ed Encelado

Il 14 gennaio 2005 Huygens atterrò su Titano: era la prima volta, e finora l’unica, che una sonda raggiungeva la superficie di una luna al di fuori dell’orbita terrestre. Le immagini e i dati mostrarono un paesaggio modellato da fiumi e laghi di metano ed etano liquidi. Rivelarono inoltre che Titano ha un’atmosfera densa e un ciclo chimico simile, per alcuni aspetti, al ciclo dell’acqua sulla Terra.

Un’altra scoperta decisiva riguardò Encelado. Cassini individuò geyser di acqua ghiacciata che fuoriuscivano da fratture vicino al polo sud della luna. L’analisi dei pennacchi rilevò sali e molecole organiche, fornendo forti indizi dell’esistenza di un oceano sotterraneo. Encelado è così diventato uno dei principali candidati nella ricerca di vita extraterrestre.

Gli anelli e l’atmosfera di Saturno

La sonda offrì anche la visione più dettagliata mai ottenuta degli anelli di Saturno, mettendone in luce la struttura complessa e mutevole. Individuò motivi a spirale, onde e piccole «lune pastore», corpi la cui gravità contribuisce a modellare i bordi degli anelli. Nell’atmosfera del pianeta osservò enormi vortici, tra cui quello esagonale al polo nord, un fenomeno meteorologico senza precedenti nel Sistema solare.

Nel corso della missione Cassini inviò oltre 450.000 immagini e raccolse più di 600 gigabyte di dati scientifici. Le osservazioni hanno contribuito agli studi sulla meteorologia planetaria, sulla dinamica degli anelli, sulla chimica e sull’astrobiologia.

Il Gran Finale di Cassini

Quando le riserve di carburante si avvicinarono all’esaurimento, la NASA decise di concludere la missione facendo precipitare la sonda nell’atmosfera di Saturno. L’obiettivo era evitare che, una volta fuori controllo, potesse schiantarsi su una delle lune e contaminare ambienti potenzialmente abitabili.

Nell’aprile 2017 cominciò il cosiddetto «Gran Finale», durante il quale Cassini attraversò 22 volte lo spazio tra il pianeta e i suoi anelli, raccogliendo dati da regioni mai esplorate prima. Il 15 settembre 2017 si immerse nell’atmosfera di Saturno e continuò a trasmettere informazioni agli scienziati sulla Terra fino agli ultimi istanti, prima di bruciare nel gigante gassoso.

L’eredità scientifica della missione

Costata complessivamente circa 3,26 miliardi di dollari, la missione Cassini-Huygens è considerata un esempio di cooperazione internazionale e successo scientifico. Le scoperte su Titano ed Encelado hanno ispirato progetti futuri, tra cui Dragonfly, che esplorerà Titano, e il progetto Enceladus Life Finder, pensato per cercare possibili segni di vita nell’oceano sotto la crosta ghiacciata.

Cassini ha ampliato le conoscenze su Saturno e ha cambiato il modo di considerare i possibili ambienti adatti alla vita nel Sistema solare. La missione ha mostrato il valore della collaborazione tra Paesi e di tecnologie capaci di spingere l’esplorazione verso luoghi lontani. Il suo finale spettacolare e la sua eredità scientifica restano una parte importante della storia delle missioni spaziali.

  • PubblicatoOttobre 15, 2026