Scongelare una parte degli asset sovrani russi e trasferirli in una struttura finanziaria controllata da Washington: è la proposta che gli Stati Uniti avrebbero presentato ai Paesi europei per rilanciare i negoziati di pace con Mosca.
A riferirlo è il Financial Times, che cita quattro persone informate sulla questione. L’idea sarebbe stata avanzata il 10 ottobre a Miami dagli inviati del presidente statunitense, Steve Witkoff e Jared Kushner, durante un incontro con funzionari di Ucraina, Francia, Germania, Regno Unito, Unione europea e NATO.
Il piano statunitense sugli asset russi
Secondo le fonti del quotidiano, Washington ha prospettato diverse modalità per sbloccare gli asset, compreso il loro trasferimento in una nuova struttura finanziaria con uno scopo specifico, sottoposta al controllo dell’amministrazione Trump. Un funzionario statunitense ha spiegato che l’impiego dei fondi russi congelati è stato discusso nell’ambito di un accordo di pace complessivo.
I meccanismi per sbloccare gli asset e le modalità del loro utilizzo, ha aggiunto il funzionario, sono ancora oggetto di confronto. Sono state avanzate numerose idee su come impiegare i fondi di Mosca dopo la fine della guerra.
Il rifiuto dei funzionari europei
I delegati ucraini hanno confermato che la questione era già stata affrontata in precedenti incontri con i rappresentanti statunitensi. I funzionari europei, invece, hanno respinto nettamente il piano: non intendono cedere il controllo degli asset russi né restituirne una parte a Mosca. «È stato detto loro che questo non accadrà mai», ha riferito una delle fonti.
Gli asset congelati e la ricostruzione ucraina
Nel 2022, dopo l’invasione russa su vasta scala dell’Ucraina, gli alleati occidentali hanno congelato circa 260 miliardi di euro di asset sovrani della Banca centrale russa. Oltre 210 miliardi si trovano nell’Unione europea, in particolare presso Euroclear, il depositario finanziario con sede in Belgio.
Alla fine del 2025, i leader europei si sono impegnati a usare questi fondi per finanziare la ricostruzione ucraina nel caso in cui Mosca non paghi le riparazioni.
Il piano di pace e gli incentivi economici
Nello stesso periodo, l’amministrazione di Donald Trump ha presentato un piano di pace in 28 punti, che includeva anche il coinvolgimento degli asset congelati nella risoluzione del conflitto. Tra la fine di settembre e l’inizio di ottobre 2026, Witkoff e Kushner avrebbero inoltre proposto alla Russia una serie di incentivi economici in cambio di un cessate il fuoco parziale.
Tra gli incentivi figuravano lo sblocco anticipato di una parte degli asset russi, la vendita di una quota della società Lukoil a investitori mediorientali e un allentamento delle sanzioni sulle esportazioni di fertilizzanti potassici bielorussi.
