Stato palestinese, 8 politici israeliani su 9 dicono no
Il dato emerge da un dibattito preelettorale in Israele, con esponenti del Likud di Benjamin Netanyahu e dei partiti di opposizione. L’unico a non dichiararsi contrario, Gilad Kariv, non ha potuto rispondere per un’interruzione del collegamento.
Otto dei nove rappresentanti politici israeliani intervenuti a un dibattito preelettorale si sono opposti alla creazione di uno Stato palestinese. Tra loro figurano esponenti del partito del premier Benjamin Netanyahu e dei suoi avversari politici; alcuni hanno promesso di contrastare il progetto «con tutte le nostre forze».
Il dibattito preelettorale
Il confronto, organizzato domenica dal media israeliano JNS insieme alle organizzazioni Yad L’Olim e Telfed, si è svolto in vista delle elezioni parlamentari del 27 ottobre. Al dibattito hanno partecipato rappresentanti di nove partiti, dalle forze di destra al governo a quelle di opposizione.
I conduttori, l’ex deputato Dov Lipman e la giornalista Ruthie Blum, hanno chiesto ai partecipanti se sostenessero la nascita di uno Stato palestinese, invitandoli a rispondere in modo diretto. Fleur Hassan-Nahoum, del partito Amcha Yisrael, ha detto: «Assolutamente no». Oded Forer, di Israel Beitenu, ha risposto: «No, decisamente no». Yishai Fleisher, esponente dell’estrema destra Otzma Yehudit, ha dichiarato che il suo partito si opporrà «con le unghie e con i denti» e ha aggiunto: «È contro Dio».
Le posizioni dei partiti
Simcha Rothman, del Partito del sionismo religioso, ha ripetuto «no» tre volte. Moshe Tur-Paz, del partito di opposizione BeYachad, ha definito la risposta «un no inequivocabile». Anche il ministro Amichai Chikli, in rappresentanza del Likud di Netanyahu, ha affermato che il partito è contrario a uno Stato palestinese «in qualsiasi forma». Alex Rif, del partito Yashar guidato dall’ex capo di Stato maggiore israeliano Gadi Eisenkot, ha respinto a sua volta la proposta.
L’ex deputata Einat Wilf, del partito Reservists-Economic Party, ha inizialmente evitato di rispondere con un semplice sì o no. Ha sostenuto che uno Stato palestinese non esiste perché, a suo giudizio, i palestinesi non accettano l’idea di uno Stato che conviva con quello ebraico. «Non esiste uno Stato palestinese non perché lo abbia impedito un partito di destra o un leader. Non esiste perché gli arabi non hanno mai voluto un proprio Stato se questo deve coesistere con quello ebraico», ha detto. Lipman ha interpretato le sue parole come un’opposizione alla creazione di uno Stato palestinese.
L’unico partecipante a non essersi dichiarato contrario è stato Gilad Kariv, del partito Democratici. La sua videoconferenza si è interrotta mentre gli veniva posta la domanda e non ha quindi risposto. In passato Kariv ha sostenuto la soluzione dei due Stati: un accordo che prevede uno Stato palestinese demilitarizzato accanto a Israele, nell’ambito di un’intesa regionale più ampia.
Gaza e la guida del prossimo governo
Sul futuro della Striscia di Gaza, sulle responsabilità per le mancanze che precedettero l’attacco di Hamas del 7 ottobre 2023 e sulla guida del prossimo governo, i partecipanti hanno invece mostrato posizioni diverse. I rappresentanti di quattro partiti di destra — Likud, Partito del sionismo religioso, Otzma Yehudit e Amcha Yisrael — hanno sostenuto che Netanyahu resti premier. Le forze di opposizione non hanno concordato su un possibile successore: tra i nomi indicati ci sono Gadi Eisenkot, Naftali Bennett e Avigdor Lieberman.
