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Prigionieri liberati, Kellogg: «Un rapido scambio» con Lukashenko

Al Warsaw Security Forum, l’ex inviato Usa ha raccontato i colloqui con il leader bielorusso e la liberazione di 14 detenuti politici dopo la sua visita a Minsk.

Prigionieri liberati, Kellogg: «Un rapido scambio» con Lukashenko

La liberazione dei prigionieri politici bielorussi è stata, secondo Keith Kellogg, un risultato concreto della diplomazia statunitense. Al Warsaw Security Forum, un giornalista della testata «Lusterka» gli ha chiesto se la proposta di Donald Trump di spostare John Coale, finora impegnato sul dossier bielorusso, al ruolo di inviato speciale per gli ostaggi indichi che Minsk e i detenuti politici non siano più una priorità per Washington, oppure che Aleksandr Lukashenko non serva più agli Stati Uniti per mantenere i contatti con Vladimir Putin.

La liberazione dei prigionieri politici

Kellogg ha risposto che la liberazione dei prigionieri era un obiettivo preciso, raggiunto con successo. Ha però ridimensionato il peso di Lukashenko nei rapporti con Mosca: «La Bielorussia e Lukashenko non sono affatto partner di primo piano per Putin. Voglio dire, non si può nemmeno definirlo un partner minore. Non hanno forze armate potenti», ha dichiarato il generale americano.

La revoca di una parte delle sanzioni statunitensi, ha spiegato, è stata dettata da ragioni pratiche. «Preferiamo che gli aerei Boeing non cadano dal cielo. Per questo abbiamo detto che avremmo fornito determinati servizi a determinate condizioni: se avessero liberato i prigionieri politici», ha raccontato Kellogg.

I colloqui con Lukashenko

L’ex inviato ha anche descritto i colloqui con Lukashenko e le circostanze in cui furono liberati alcuni detenuti. «Il primo gruppo di prigionieri politici che abbiamo portato via da lì pensava, in quel momento, di essere condotto alla fucilazione. In realtà avevano il cappuccio sulla testa finché non li abbiamo portati al confine. Alla fine glielo abbiamo tolto e abbiamo detto loro che erano liberi», ha detto.

Kellogg ha definito l’operazione «una sorta di rapido scambio» con Lukashenko e ha raccontato di aver avuto l’occasione di incontrarlo e parlare con lui. «A dire il vero, è stato lui stesso a raccontarmi, così che potessimo parlarne in privato, di come aveva costretto Evgenij Prigožin a fermare la sua marcia [su Mosca] nel 2023. È stato molto interessante sentirlo raccontare da lui, ma ero più preoccupato per la liberazione dei prigionieri politici. E su questo ho ricevuto una buona risposta», ha aggiunto.

La visita a Minsk e i 14 detenuti liberati

Il 21 giugno 2025 Kellogg, allora inviato speciale degli Stati Uniti in Ucraina, si recò a Minsk per incontrare Lukashenko. In seguito furono liberati 14 prigionieri politici, tra cui Sergej Tichanovskij.

  • PubblicatoOttobre 13, 2026