Una nave colpita da un attacco vicino a Odessa è stata rimorchiata fino a 60 miglia dal Bosforo, mentre un’altra, danneggiata da un drone, sta andando alla deriva fuori dalle acque bulgare. Gli episodi, avvenuti nel Mar Nero, hanno riacceso le preoccupazioni per la sicurezza delle navi commerciali e per l’estensione della guerra nella regione.
Le navi colpite nel Mar Nero
Il ministro dei Trasporti bulgaro, Georgi Peev, ha riferito a Burgas che la nave Emil, colpita all’inizio di agosto mentre si avvicinava alle acque bulgare, è stata trainata da un rimorchiatore turco. L’operazione è cominciata ieri sera e si è conclusa alle 8:30 di questa mattina.
La seconda nave, Able, è stata colpita da un drone nella zona economica esclusiva bulgara del Mar Nero. Il suo equipaggio è stato tratto in salvo e l’imbarcazione, ora alla deriva verso est e fuori dalla zona bulgara, è sottoposta a un attento monitoraggio, ha dichiarato Peev.

La scorsa settimana erano state colpite Able e la nave ALFA WATAN. Quest’ultima è affondata in tre minuti: dei suoi 12 membri dell’equipaggio non si hanno notizie. La Siria ha chiesto un’indagine indipendente sull’affondamento, secondo un aggiornamento pubblicato l’8 ottobre 2026 alle 16:29.
Le reazioni della Bulgaria
La Bulgaria non ha ancora indicato chi ritenga responsabile degli attacchi. Il primo ministro Rumen Radev ha detto che è logico pensare alla Russia, mentre la presidente Iliana Iotova ha dichiarato che il Paese invierà una nota diplomatica una volta accertata la responsabilità dell’attacco con droni nella propria zona economica esclusiva.
Il ministro della Difesa, Dimitar Stoyanov, si aspetta che il ministero dei Trasporti chieda assistenza internazionale e metta a disposizione un drone subacqueo per esaminare la nave affondata. Per ora, ha aggiunto, non sono previste nuove operazioni della Marina o dell’Aeronautica militare.
Il supporto della NATO e la sicurezza marittima
La Bulgaria ha chiesto alla NATO supporto con sistemi radar, attività di sorveglianza e altri mezzi, per migliorare la consapevolezza della situazione. Secondo la ministra degli Esteri, Velislava Petrova, per fermare gli attacchi alle navi commerciali nel Mar Nero serve una decisione politica.
«Gli eventi mostrano l’espansione della guerra nella regione. È molto preoccupante e siamo determinati a fare chiarezza e ad agire insieme», ha dichiarato Petrova. La ministra ha aggiunto che occorre lavorare a una moratoria sugli attacchi alle navi commerciali, una questione che riguarda anche i Paesi vicini.
Petrova ha inoltre sottolineato l’importanza del centro per la sicurezza nel Mar Nero, al quale Bulgaria e Romania stanno lavorando insieme, e ha chiesto più azioni coordinate: «La questione del Mar Nero non riguarda soltanto la politica regionale: interessa tutti nell’UE».
