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Macachi accusati di oltre 6.000 episodi tra aggressioni e vandalismi

Il branco T1, formato da circa 20 animali, vive tra le strade di Yugawara, in Giappone. Nel 2025 avrebbe causato 6.054 incidenti e un uomo è stato morso.

Macachi accusati di oltre 6.000 episodi tra aggressioni e vandalismi

Un branco di macachi giapponesi avrebbe accumulato oltre seimila episodi di aggressioni, furti e vandalismo in un solo anno, arrivando a vivere tra le strade e, secondo alcuni esperti, nelle case abbandonate. La vicenda si svolge a Yugawara, cittadina della prefettura di Kanagawa, in Giappone, nota per le sue sorgenti termali.

Oltre seimila episodi in un anno

La presenza delle scimmie in città risale al 1955, ma il gruppo T1, composto da circa 20 animali, è il primo a essersi guadagnato la fama di banda molesta. Secondo le stime, nel solo 2025 sarebbe responsabile di 6.054 episodi. Un servizio televisivo ha mostrato diversi filmati in cui i macachi si aggirano per le strade come se fossero padroni del posto.

Il mese scorso un uomo sulla quarantina è stato aggredito e morso: è il primo caso di questo tipo registrato in città. Non è chiaro che cosa abbia provocato l’improvviso aumento dei comportamenti aggressivi. Il responsabile del centro locale per il controllo delle scimmie ipotizza che un evento passato possa aver innescato la recente ondata di condotte violente e antisociali.

Macachi sempre più abituati alla città

Gli animali sembrano ormai abituati alla vita urbana: si siedono ai bordi delle strade e non si spaventano neppure al passaggio di un’ambulanza con le sirene accese. Alcuni esperti ritengono che abbiano lasciato i consueti rifugi sugli alberi per stabilirsi in case abbandonate ai margini della città, più comode e disponibili anche a causa del rapido calo demografico giapponese. Un’indagine del 2024 ha censito 433 abitazioni vuote a Yugawara.

Per studiare il branco, il centro ha applicato localizzatori GPS a due maschi alfa. I dispositivi permetteranno anche di inviare squadre per allontanare gli animali con petardi, prima che causino danni. Ma, visto quanto rapidamente i macachi si stanno abituando alla presenza umana, non è detto che il metodo resti efficace a lungo.

Il timore per il turismo locale

Il turismo è una componente importante dell’economia locale: i visitatori arrivano per le terme, le tradizionali locande giapponesi chiamate ryokan e la raccolta delle arance nei frutteti, in autunno inoltrato. I residenti temono che la paura delle scimmie aggressive possa tenere lontani i turisti. Nei commenti online, alcuni lettori hanno espresso solidarietà e chiesto misure più incisive per controllare gli animali.

«Seimila in un anno?! E sono solo i casi segnalati. Se non facciamo in modo che le scimmie ci temano, ne soffriranno entrambe le parti. Stanno imparando che gli esseri umani si spaventano facilmente», ha scritto un lettore.

«Una di quelle mi ha preso a calci alla schiena. Non mi sono fatto male seriamente, ma sono incredibilmente forti», ha raccontato un altro.

Un terzo ha riferito: «Alcune scimmie davano problemi nella mia fattoria, così ho chiesto a un cacciatore di sparare loro contro e non sono più tornate. Bisogna insegnare loro a temere gli esseri umani».

Le proposte dei lettori

Tra i commenti c’è anche chi ha proposto di reintrodurre i lupi in Giappone per contenere il numero di scimmie e cervi: «Almeno gli orsi vanno in letargo d’inverno. Se reintroducessimo i lupi in Giappone, potrebbero contribuire a controllare la popolazione di scimmie e cervi».

Un altro lettore ha però espresso dubbi: «Forse i lupi potrebbero essere d’aiuto, ma, a dire il vero, visto come stanno andando le cose, è molto probabile che finirebbero per attaccare le persone e avvicinarsi alle zone abitate. A quel punto, nella vita di tutti i giorni, dovremmo fare i conti con orsi, cinghiali, scimmie, lupi e, ogni tanto, qualche coccodrillo scappato».

Il rischio di abbattere il branco

Se i problemi dovessero proseguire, il branco T1 potrebbe essere classificato ufficialmente come «branco ingestibile». La definizione indica che gli animali si sono adattati in modo irreversibile alle aree abitate. In quel caso sarebbe necessario catturarli vivi e sopprimerne alcuni, fino a disperdere completamente il gruppo.

Non è una soluzione ideale: le scimmie, in fondo, si comportano secondo la propria natura. Ma, senza finanziamenti adeguati per trovare risposte a problemi di questo tipo, chi vede minacciati i propri mezzi di sostentamento potrebbe essere costretto a intervenire.

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  • PubblicatoOttobre 13, 2026