Un giornalista investigativo di primo piano e il suo operatore sono stati fermati a Vienna durante una spettacolare operazione di polizia, ma le ragioni del loro coinvolgimento restano poco chiare. Le autorità austriache li hanno rilasciati dopo alcune ore. Intanto, l’ambasciata ucraina e le organizzazioni dei giornalisti chiedono spiegazioni.
La posizione del ministro dell’Interno
Il ministro dell’Interno austriaco Gerhard Karner, esponente del Partito popolare (ÖVP), ha difeso l’intervento. «La custodia cautelare non è mai una procedura semplice. Ma non metto in dubbio che, anche in questo caso, la polizia avesse pieno titolo per condurre l’operazione», ha detto stamattina nel programma di mezzogiorno dell’emittente pubblica ORF, secondo quanto riferito dall’agenzia APA.
L’indagine della procura di Vienna
La procura di Vienna sta indagando su quattro persone. Tra loro ci sono Mykhailo Tkach, responsabile della sezione di giornalismo investigativo del quotidiano ucraino Ukrainska Pravda, e il suo operatore, Yaroslav Bondarenko. Altri due cittadini ucraini erano stati arrestati all’inizio della scorsa settimana con il sospetto di aver svolto attività di spionaggio contro l’Austria. Sono tuttora in custodia cautelare nella capitale.
L’ambasciata ucraina a Vienna ha dichiarato all’APA di aver chiesto formalmente chiarimenti alle autorità austriache. «Ci siamo rivolti ufficialmente alle autorità austriache competenti e attendiamo una loro presa di posizione sul caso», ha detto una portavoce. Anche diverse organizzazioni giornalistiche hanno sollecitato una spiegazione.
Le richieste delle organizzazioni giornalistiche
L’Associazione dei giornalisti europei (AEJ) ha chiesto alle autorità di chiarire «i presupposti giuridici e fattuali dell’operazione, l’uso della forza contro i giornalisti e il trattamento loro riservato durante la detenzione». Ha inoltre invocato «un’indagine immediata, indipendente e imparziale sulle circostanze dell’arresto».
L’AEJ ha precisato che i giornalisti non sono esenti da procedimenti penali «quando la legge lo richiede». Ma, ha aggiunto, «devono poter svolgere inchieste nell’interesse pubblico senza essere minacciati o sottoposti a violenze ingiustificate solo perché il loro lavoro riguarda temi delicati o è scomodo per figure influenti».
Il dibattito politico in Austria
La vicenda è entrata anche nel dibattito politico austriaco. Christian Hafenecker, segretario generale del Partito della libertà (FPÖ), formazione di estrema destra, ha chiesto alla ministra degli Esteri Beate Meinl-Reisinger, leader del partito liberale NEOS – La Nuova Austria e Forum liberale, di convocare l’ambasciatore ucraino per discutere dei due cittadini arrestati con l’accusa di spionaggio.
Hafenecker ha inoltre sollecitato Karner a chiarire se il fermo dei giornalisti, impegnati in un’inchiesta su «un caso di corruzione all’interno dei vertici del potere ucraino», sia stato disposto sulla base di informazioni ricevute da Kiev. Secondo i dati ufficiali, il fermo temporaneo di Tkach e Bondarenko è collegato all’indagine sui due sospettati di spionaggio, che restano in stato di arresto. Bondarenko è rimasto ferito durante l’operazione.
Il fermo dei due giornalisti
«Nel corso di altre indagini sono emersi sospetti nei confronti di altre due persone, ma non hanno trovato conferma», aveva dichiarato venerdì all’APA Nina Bussek, portavoce della procura di Vienna, riferendosi ai due giornalisti. Tkach e Bondarenko sono stati rilasciati venerdì dopo aver trascorso alcune ore in una stazione di polizia del nono distretto della città.
L’arresto è avvenuto giovedì pomeriggio e ha attirato ampia attenzione pubblica. L’APA ha ottenuto immagini video del luogo dell’intervento, sul trafficato viale Margaretengürtel, poco dopo il fermo: si vedono uomini mascherati, almeno tre auto della polizia nere che bloccano entrambe le corsie, la vettura bianca dei giornalisti ferma al semaforo rosso e un mezzo del servizio comunale per la raccolta dei rifiuti e la pulizia delle strade.
Tkach, sospettato di spionaggio, ha raccontato all’APA che durante il fermo sono stati infranti i finestrini laterali dell’auto a noleggio su cui viaggiavano.
