Funghi e intelligenza artificiale: raddoppiano le chiamate ai centri antiveleni
In Danimarca il Centro antiveleni dell’ospedale Bispebjerg registra fino a 145 casi a settimana. La primaria Anja Huusom avverte: non affidarsi all’IA per identificare i funghi.
Una stagione eccezionale per i funghi ha portato il Centro antiveleni danese a ricevere più del doppio delle chiamate registrate nei periodi più intensi dello scorso anno. Tra le possibili cause, secondo la responsabile del servizio, c’è il ricorso crescente all’intelligenza artificiale per identificare le specie raccolte. In alcuni casi, gli strumenti digitali alimentano dubbi e timori anche in chi conosce già i funghi.
«Quest’anno è una stagione davvero ottima per i funghi», racconta Anja Huusom, primario del Centro antiveleni dell’ospedale Bispebjerg, in Danimarca. Nelle ultime settimane il servizio ha gestito fino a 145 casi legati ai funghi in una sola settimana. In passato, spiega Huusom, un numero compreso tra 60 e 70 era già considerato un periodo intenso.
Più dubbi dopo le identificazioni con l’IA
Non è possibile stabilire con certezza che cosa abbia provocato l’aumento delle chiamate. Huusom osserva però che sempre più persone riferiscono di aver chiesto all’intelligenza artificiale di riconoscere i funghi raccolti. «Notiamo una crescente preoccupazione per i funghi raccolti: le persone sanno che sono commestibili, ma poi cominciano a dubitarne perché hanno chiesto all’IA», dice la primaria.
Huusom teme che alcuni non si fidino più delle proprie conoscenze, magari acquisite durante un corso, e telefonino al Centro per sicurezza dopo aver ricevuto un avvertimento dall’IA. L’aumento delle richieste potrebbe anche congestionare le linee telefoniche, rendendo più difficile per chi ha un’intossicazione grave riuscire a contattare il servizio.
Per questo Huusom invita a non chiamare soltanto per placare un dubbio generato da un’applicazione. Il Centro antiveleni, precisa, è invece a disposizione di chi si sente male dopo aver mangiato funghi.
Le indicazioni ufficiali sulla raccolta
Le indicazioni ufficiali dell’Amministrazione veterinaria e alimentare danese, l’ente che si occupa di sicurezza alimentare e salute animale, sono nette. Il primo dei suoi «Cinque consigli importanti per chi raccoglie funghi» recita: «Mangiate solo funghi che conoscete al 100%. Usare l’IA per identificare i funghi velenosi non è sicuro».
Huusom raccomanda di informarsi e imparare a riconoscere con certezza un numero limitato di specie. Pur ritenendo che gli strumenti di intelligenza artificiale siano diventati piuttosto validi, suggerisce di frequentare un corso, consultare un libro o andare a raccogliere funghi con una persona esperta.
«Ci sono i buoni vecchi libri e ottimi corsi sui funghi, durante i quali si impara direttamente nella natura: è davvero un metodo valido. Non sono sicura che l’IA possa competere con tutto questo, quindi non consiglierei di usarla», afferma.
Il consiglio per chi non è sicuro
Al Centro antiveleni chiamano anche persone che raccolgono funghi da anni e si sentono sicure delle proprie capacità, ma che hanno iniziato a dubitare dopo aver consultato l’IA. Per Huusom, gestire le telefonate di chi chiama soltanto «per sicurezza» è difficile. Il suo consiglio è semplice: «Se non vi fidate di voi stessi e del vostro giudizio quando siete nel bosco, forse è meglio comprare i funghi al supermercato».
Le app possono dare risposte diverse
Anche Trine Sørensen, guida naturalistica presso la scuola di educazione ambientale Skovlyst e l’Agenzia danese per la natura, mette in guardia dall’affidarsi soltanto agli strumenti digitali. In Danimarca, spiega, esistono centinaia di specie di funghi e molte si somigliano.
Applicazioni come Google Lens possono suggerire identificazioni diverse per lo stesso fungo: a volte la risposta è corretta, altre no. Per chi è alle prime armi, scegliere quale indicazione seguire può diventare complicato. «Se si va nel bosco a raccogliere funghi, non ci si deve affidare soltanto all’IA: è semplicemente troppo rischioso», dice Sørensen.
Per le vacanze autunnali, la guida consiglia di godersi i colori del bosco e osservare i funghi, magari partecipando a un’escursione con persone esperte. Chi vuole provare a raccoglierli da solo per la prima volta, aggiunge, dovrebbe limitarsi ai porcini: «È quasi impossibile confonderli».
