Una partecipante a un concorso di bellezza racconta di essere stata aggredita sessualmente da Donald Trump nel 1993, in una suite del Plaza Hotel di New York. La donna, la svizzera Béatrice Keul, oggi 56enne, sostiene di aver incontrato in quell’occasione anche Jeffrey Epstein, il multimilionario statunitense poi condannato per reati sessuali. Trump respinge tutte le accuse e, nel caso di Keul, non c’è stata alcuna pronuncia giudiziaria.
La ricostruzione nel podcast di SRF
La vicenda è ricostruita in una serie podcast di SRF, l’emittente pubblica svizzera, intitolata «La rete di Epstein, fino in Svizzera». Il podcast racconta le storie di donne finite negli anni Novanta in ambienti frequentati da uomini molto ricchi, tra cui Epstein e Trump, e descrive come Epstein sfruttasse il settore dei concorsi di bellezza per avvicinare giovani donne. Le inchieste di SRF Data seguono le ramificazioni di quel sistema fino alla Svizzera. La serie è disponibile su srf.ch/audio, nella sezione News Plus Hintergründe, e sulle principali piattaforme di podcast.
Il concorso di bellezza e l’invito a New York
Keul aveva 22 anni quando arrivò seconda a Miss Svizzera, risultato che le permise di partecipare a Miss Europa. Impiegata di banca di formazione, lavorava occasionalmente come modella e prendeva parte a concorsi di bellezza. Racconta di essere entrata in quel mondo quasi per caso, ma di aver capito presto che «essere bella non era un dono. Attirava le persone sbagliate».
Qualche settimana dopo aver partecipato a Miss Europa, ricevette un invito a New York per «The American Dream Pageant», firmato dall’organizzatore Donald Trump. Per la giovane svizzera sembrava un’occasione da non perdere. Negli Stati Uniti, però, sostiene di aver vissuto un’esperienza traumatica.
Trump e il mondo dei concorsi
All’inizio degli anni Novanta Trump era una figura di primo piano a New York: possedeva numerosi immobili e frequentava gli ambienti più esclusivi, anche se in quel periodo era gravato dai debiti. «The show must go on» era già allora il suo motto, ricorda Keul. Trump aveva inoltre costruito un impero nel settore dei concorsi di bellezza, acquistando l’organizzazione di Miss Universo, che comprendeva anche Miss USA e Miss Teen USA.

Keul partecipò all’«American Dream Pageant» insieme a circa altre 60 donne. Durante un evento stampa al Plaza Hotel, racconta, Trump flirtò con lei e le disse che avrebbe mandato qualcuno a prenderla più tardi, così da poter continuare a parlare. «Mi fidavo di lui, ero cieca», ricorda.
L’incontro con Jeffrey Epstein
Poco dopo, secondo il suo racconto, anche Epstein si avvicinò a lei. All’epoca Keul non conosceva il suo nome. «Voleva portarmi via e mi promise che si sarebbe preso cura di me», ha detto. La proposta la insospettì: Epstein non le piaceva e lei aveva parlato con lui soltanto perché si era presentato come «il migliore amico di Donald».
Epstein aveva costruito per anni una rete attraverso la quale venivano reclutate e abusate ragazze minorenni e giovani donne. Nel 2019 fu trovato morto nella sua cella, mentre era in custodia cautelare. La sua morte è stata ufficialmente classificata come suicidio, ma ha alimentato teorie del complotto ed è stata messa in dubbio anche da noti medici legali.
Il racconto dell’aggressione e le accuse
In seguito, racconta Keul, un collaboratore di Trump la accompagnò nella suite dell’imprenditore, dove avrebbe subito una brutale aggressione sessuale. Solo molti anni dopo, dice, riuscì a collegare gli episodi: «Quel concorso di bellezza era un terreno di caccia per Trump ed Epstein».
Keul mantenne il silenzio per anni. Nel 2024 parlò pubblicamente per la prima volta di quanto sostiene di aver vissuto, esponendosi anche alle critiche. In un’intervista a SRF ha dichiarato di aver ricevuto minacce.
Trump deve affrontare accuse di molestie sessuali da parte di almeno 28 donne. Keul è entrata in contatto con alcune di loro: insieme si definiscono «Survivor Sisters», si battono per la trasparenza e la giustizia e lavorano a cause collettive.
