La crisi di Ceuta rischia di pesare sui rapporti tra Unione europea e Marocco. Ursula von der Leyen chiede a Rabat di collaborare di più per evitare nuovi arrivi improvvisi e sollecita il rapido rimpatrio in Marocco delle persone entrate e rimaste illegalmente nella città.
La lettera di von der Leyen ai Paesi membri
La presidente della Commissione europea lo scrive in una lettera di nove pagine inviata ai Paesi membri in vista del Consiglio europeo, in programma giovedì e venerdì a Bruxelles. Von der Leyen assicura che l’esecutivo comunitario continuerà a sostenere le autorità spagnole. Secondo il quotidiano spagnolo EL MUNDO, a Bruxelles c’è preoccupazione per l’assenza di misure legislative da parte del governo spagnolo; la lettera, formulata nel linguaggio istituzionale dell’UE, riflette la stessa inquietudine.
Il Patto sulla migrazione e l’asilo
La presidente invita inoltre gli Stati membri ad applicare pienamente il Patto sulla migrazione e l’asilo, che la Spagna non ha attuato. «È la nostra bussola, basata sui principi inscindibili di solidarietà e responsabilità. Gli Stati membri hanno compiuto progressi significativi. Sono in corso i controlli sulle persone che arrivano illegalmente e le procedure di frontiera», scrive. Ma, aggiunge, «al tempo stesso, occorre proseguire gli sforzi per affrontare le sfide ancora aperte, in particolare la piena applicazione delle norme sulla responsabilità, comprese quelle relative ai trasferimenti».
Ceuta sotto pressione per gli arrivi
Von der Leyen indica quanto accaduto a Ceuta come esempio di come arrivi massicci e improvvisi possano mettere sotto pressione le frontiere esterne dell’UE, con un tragico costo umano. La città autonoma spagnola, situata sulla costa nordafricana, è citata due volte nella lettera: un segnale della preoccupazione della Commissione e della rilevanza che la vicenda avrà al vertice di Bruxelles.
Le relazioni tra UE e Marocco
La presidente avverte che la crisi avrà conseguenze sulle relazioni tra UE e Marocco, pur ribadendo l’intenzione di costruire con Rabat un partenariato strategico e globale. «Continueremo a collaborare con il Marocco in vista di un futuro partenariato strategico e globale, traendo insegnamento anche dagli eventi recenti», scrive.
«Sulla base dell’importante sostegno già fornito dall’UE, lavoreremo per rafforzare la nostra cooperazione in tutti gli aspetti della migrazione e della sicurezza. Ciò comprende la prevenzione delle partenze illegali, il rafforzamento della gestione delle frontiere, lo scambio di informazioni di intelligence prima dell’arrivo alle frontiere, l’intensificazione della cooperazione in materia di rimpatrio e riammissione, la lotta al traffico di migranti, l’intervento sulle cause profonde dell’immigrazione illegale e l’aumento del sostegno ai rimpatri volontari assistiti dal Marocco», conclude.
