«Potrei dire le più grandi sciocchezze e voi mi applaudireste comunque»: Donald Trump ha scherzato così con i suoi sostenitori, che hanno risposto con ovazioni e cori in suo favore. Il presidente degli Stati Uniti ha poi precisato che, a suo giudizio, nei comizi non dice assurdità, ma «cose ragionevoli» e «per lo più conservatrici».
Il comizio in Tennessee
Trump ha parlato sabato alla F&M Bank Arena di Clarksville, nel Tennessee, durante un comizio organizzato per mobilitare i suoi sostenitori in vista delle elezioni di metà mandato. La città si trova circa 80 chilometri a nord-ovest di Nashville. Secondo il Comitato nazionale repubblicano, l’iniziativa puntava a rafforzare il sostegno ai candidati del partito.
Nel corso dell’incontro, il presidente si è domandato perché fosse necessario fare campagna elettorale in uno Stato dove, secondo i sondaggi, il senatore repubblicano Bill Hagerty e Marsha Blackburn, senatrice candidata alla carica di governatrice, sono in testa nelle rispettive competizioni.
Il ringraziamento agli elettori
«Per me è facile, perché in queste sale c’è tanto affetto. Che cosa ci faccio in Tennessee? Non ho bisogno di fare campagna elettorale qui. Ho vinto nel vostro Stato con un margine enorme, enorme, enorme. Con un margine assurdamente ampio. Ogni volta. Quindi ho vinto tre volte le elezioni, quelle grandi, tre volte. La seconda volta mi hanno imbrogliato. Me l’hanno rubata. Non dobbiamo permettere che succeda di nuovo», ha detto ai presenti.
Trump ha aggiunto di aver scelto di andare in Tennessee per ringraziare gli elettori: «A volte è bello andare in un posto dove non è necessario essere, ma ci si va per ringraziare le persone straordinarie che ti hanno eletto tre volte». Le sue parole sono state accolte da un forte applauso.
Gli applausi dei sostenitori
Il presidente ha poi raccontato di un amico che soffre di ansia da palcoscenico e gli aveva chiesto come riuscisse a parlare davanti a migliaia di persone. «Gli ho detto: “Sapete, per me è facile, perché in queste sale c’è tanto affetto”», ha riferito Trump, tra gli applausi e le ovazioni. I presenti hanno iniziato a scandire «Trump, Trump, Trump!» e poi a gridare «Ti vogliamo bene!».
«È, credo, incredibile. Quando sali qui, senti quell’affetto. Potrei dire le più grandi sciocchezze e voi mi applaudireste. “Oh, ti voglio tanto bene…” È vero», ha dichiarato Trump, secondo quanto riportato dall’Independent.
«Cose ragionevoli» e buon senso
Subito dopo ha sostenuto che i suoi discorsi, in realtà, non contengono «le più grandi sciocchezze»: «Diciamo cose ragionevoli. Diciamo cose sensate e per lo più conservatrici. Ma in realtà non è una questione di conservatorismo, bensì di buon senso. Vogliamo avere un confine, vogliamo tasse basse, vogliamo un esercito forte. Vogliamo, sapete, tutte queste cose diverse. In fondo, è tutto buon senso».
L’appello al voto
Al termine del comizio, tenuto sabato pomeriggio, Trump ha invitato sul palco i candidati repubblicani in corsa alle elezioni e ha esortato il pubblico ad andare a votare per loro. «Anch’io sono sulla scheda elettorale: fate finta che ci sia anch’io», ha detto, ripetendo un appello già rivolto più volte durante la campagna, anche in diversi Stati chiave la settimana precedente.
