Cronaca Europa

Nascosta per quasi 10 anni: la madre condannata

La donna è stata condannata in Ungheria per aver sottratto la figlia al padre italiano e averla tenuta con sé nonostante la revoca della potestà genitoriale. La ragazza, oggi quindicenne, non ha frequentato la scuola.

Nascosta per quasi 10 anni: la madre condannata

Per quasi dieci anni una ragazza è cresciuta nascosta, senza frequentare né la scuola dell’infanzia né la scuola, mentre il padre la cercava in Italia e in Ungheria. La madre, che l’aveva portata via quando aveva appena tre mesi, è stata condannata da un tribunale ungherese per averla sottratta al padre e averla tenuta con sé nonostante una sentenza definitiva che le aveva revocato la potestà genitoriale.

La condanna del tribunale ungherese

Il Tribunale distrettuale di Mezőtúr, città ungherese, ha inflitto alla donna, 43 anni e con precedenti penali, due anni di reclusione con sospensione condizionale per quattro anni. Le ha inoltre vietato per due anni di svolgere attività che comportino l’educazione, la supervisione, la cura o il trattamento sanitario di minori di 18 anni. La sentenza, riferisce il Szolnoki Törvényszék, è diventata definitiva il giorno stesso della pronuncia.

Una vita nascosta per quasi dieci anni

La ragazza, oggi quindicenne, è rimasta con la madre dal novembre 2014 al giugno 2025, senza essere consegnata al padre italiano. All’inizio era la madre a insegnarle; in seguito la giovane ha studiato da sola, usando libri di testo e Internet. Ha vissuto in un ambiente ristretto, insieme alla madre e ai suoi familiari, nascondendosi e temendo che il padre — che conosceva soltanto attraverso i «racconti dell’orrore» della madre — o le autorità potessero trovarla e «portarla via».

L’ammissione del reato

La Procura distrettuale di Mezőtúr ha formulato l’accusa il 21 luglio 2026. All’udienza preliminare del 6 ottobre 2026, la donna ha ammesso il reato e rinunciato al diritto a un processo. Il tribunale ha accolto la dichiarazione e pronunciato la condanna, accettata dalla procura, dall’imputata e dal suo difensore.

La scomparsa della bambina

La vicenda era iniziata quindici anni fa, quando un imprenditore di Padova e una donna ungherese di Mezőtúr ebbero una figlia in Italia. Dopo il deterioramento della relazione e una lite, la madre portò la bambina, allora di tre mesi, in Ungheria e interruppe ogni contatto con il padre.

Le ricerche del padre

L’uomo cercò a lungo di ritrovarla: partecipò a diversi programmi televisivi, la cercò sui social media, ingaggiò un investigatore privato e offrì 10.000 euro per informazioni utili. Scrisse anche al papa per chiedere aiuto. Nel 2018, dopo un accordo tra il ministro dell’Interno ungherese Sándor Pintér e quello italiano Matteo Salvini, fu creata una squadra investigativa congiunta italo-ungherese, senza risultati. Nel 2019 la polizia ungherese incaricò un esperto di realizzare un ritratto della bambina e promise 500.000 fiorini a chi avesse contribuito a trovarla. Nel 2023 il padre si rivolse anche alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni, chiedendole aiuto.

Negli anni successivi l’uomo si recò più volte a Mezőtúr, città natale della madre, per incontrare la figlia. Secondo il suo racconto, in una di quelle occasioni un uomo robusto che accompagnava la sua ex compagna lo cacciò. In seguito, i tribunali affidarono la ragazza al padre ed emisero un mandato di ricerca internazionale nei confronti della madre.

L’arresto a Mezőtúr

Nell’estate del 2025, durante un’operazione congiunta a Mezőtúr, le polizie italiana e ungherese arrestarono la donna, ricercata da tempo. La figlia era con lei. Entrambe furono condotte alla stazione di polizia della città.

  • PublishedOttobre 12, 2026