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Megattere, 304 esemplari riuniti in un raduno senza precedenti

L’incontro è stato osservato al largo della costa occidentale del Sudafrica. A documentarlo sono stati i fotografi Kris e Monique Fallows, mentre gli scienziati indagano sulle cause.

Megattere, 304 esemplari riuniti in un raduno senza precedenti

Oltre 300 megattere riunite nello stesso tratto di mare: un raduno senza precedenti, osservato al largo del Sudafrica, potrebbe segnalare un comportamento nuovo. Gli scienziati cercano di capire che cosa spinga questi giganti a incontrarsi in gruppi così numerosi, composti soprattutto da giovani esemplari.

Il più grande raduno mai registrato

La mattina del 30 dicembre 2025, Kris e Monique Fallows erano a bordo di una barca lungo la costa occidentale sudafricana. Dopo decenni trascorsi a fotografare animali selvatici, i due cercavano di documentare uno spettacolo che Kris attendeva da tempo: non una o dieci megattere, e nemmeno 50, ma centinaia di animali che emergevano, si immergevano e saltavano, sollevando spruzzi nell’aria. In un solo giorno la coppia ne ha contate 304, il più grande raduno mai registrato. La notizia è stata riportata da Science Focus.

«È una delle esperienze sensoriali più intense che si possano vivere. Oggi si usa troppo la parola “straordinario”, ma è davvero incredibile trovarsi così vicini ad animali lunghi 15, 16 o 18 metri e vederne così tanti», racconta Fallows.

Quando, 30 anni fa, lui e la moglie avevano iniziato a fotografare alcuni degli animali selvatici più noti al mondo, non avevano mai visto una megattera. «Erano come animali fantasma», ricorda. «Qualcuno ne avvistava una qui, qualcun altro là, ma la loro popolazione era stata decimata a tal punto dalla caccia industriale alle balene che non ci eravamo nemmeno messi a cercarle».

Un comportamento osservato di recente

La caccia praticata nel XIX e XX secolo aveva ridotto la popolazione di megattere di oltre il 95 per cento. La moratoria introdotta nel 1985 ha favorito la ripresa della specie: oggi la maggior parte delle popolazioni non è più considerata a rischio, un raro successo per la conservazione della natura. Ma il recupero del numero di balene, da solo, non spiega le supergruppi, cioè raduni di almeno 20 megattere che durano alcune ore. Questi incontri di massa sono stati osservati soltanto a partire dal 2011, quando la ripresa era già in corso da tempo.

Tra il 2015 e il 2022 i ricercatori hanno documentato 239 supergruppi, secondo uno studio pubblicato sulla rivista Marine Mammal Science e guidato da Elisa Seyboth dell’Università di Pretoria, in Sudafrica. Per Seyboth si tratta probabilmente di un comportamento comparso di recente, non di un fenomeno che in passato era semplicemente sfuggito agli osservatori. «Se questo comportamento fosse esistito anche prima, probabilmente avremmo testimonianze di gruppi enormi nei vecchi filmati e nei libri, persino risalenti all’epoca della caccia alle balene. I resoconti di allora, invece, parlano solo di gruppi di 10-15 esemplari», afferma.

Dal 2022 gli avvistamenti sono diventati più frequenti e oggi si verificano quasi tutto l’anno. Le supergruppi sono così uno degli enigmi più interessanti della biologia marina: ricercatrici come Seyboth e fotografi come i Fallows le osservano e le studiano per capire che cosa attiri centinaia di balene nello stesso luogo.

Gruppi composti soprattutto da giovani

I dati raccolti finora indicano che questi raduni sono composti quasi esclusivamente da giovani. Nei sette anni di ricerca, i cuccioli sono stati osservati soltanto in quattro occasioni; la maggior parte degli esemplari non aveva ancora raggiunto la taglia adulta né la maturità sessuale.

Anche la composizione dei gruppi cambia rapidamente. Le balene non restano insieme per giorni: le supergruppi si formano, si dividono in gruppi più piccoli e poi si ricompongono nel giro di poche ore. «Non è che quei 100 esemplari restino insieme per giorni», spiega Seyboth. «Formano una supergruppo che poi si divide in gruppi più piccoli; a volte si vedono anche singoli esemplari spostarsi nella zona. Alla fine, alcuni di loro si riuniscono».

Le balene sembrano inoltre provenire da popolazioni diverse, che si riproducono in aree oceaniche differenti. I raduni ricordano quindi incontri tra sconosciuti, forse attratti da una fonte di cibo abbondante.

Il possibile ruolo del cibo

Una possibile spiegazione è il sistema di risalita delle acque profonde di Benguela, una delle aree marine più produttive del pianeta. Ogni estate, al largo della costa occidentale del Sudafrica, acque fredde e ricche di nutrienti risalgono verso la superficie. Questo processo favorisce la crescita del plancton e la presenza di prede come gamberetti, krill e piccoli pesci, attirando balene da diverse zone dell’oceano.

Ogni esemplare ha bisogno di oltre una tonnellata di cibo al giorno: perché centinaia di animali possano radunarsi, nella zona deve esserci nutrimento sufficiente. E, per quanto spettacolari, questi incontri hanno anche un odore poco gradevole: Seyboth lo paragona a quello di «broccoli cotti andati a male».

La ripresa della popolazione

Secondo la ricercatrice, le supergruppi potrebbero dipendere da più fattori che agiscono insieme. Il più evidente è la ripresa della popolazione: dopo essere sceso a circa 10.000 esemplari nel periodo di massima intensità della caccia industriale, il numero globale di megattere è risalito e oggi è stimato intorno agli 80.000. Una popolazione più numerosa significa che più balene esplorano le possibilità di trovare cibo e, potenzialmente, competono per procurarselo. Ma potrebbe esserci anche qualcos’altro dietro raduni di dimensioni mai documentate prima.

  • Pubblicato12 Ottobre 2026