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Lavoro e IA: per Karp il futuro è nei mestieri pratici o nella neurodivergenza

Il capo di Palantir, società statunitense di software per l’analisi dei dati, indica elettricisti e idraulici tra i professionisti più protetti dall’automazione. La sua azienda ha avviato un programma per attrarre lavoratori neurodivergenti.

Lavoro e IA: per Karp il futuro è nei mestieri pratici o nella neurodivergenza

Per avere un futuro nel mondo del lavoro, secondo Alex Karp, ci sono due strade: imparare un mestiere pratico oppure essere neurodivergenti. «In sostanza, ci sono due modi per capire se avete un futuro. Il primo è ricevere una formazione professionale. Il secondo è essere neurodivergenti», ha dichiarato il capo di Palantir, società statunitense che sviluppa software per l’analisi dei dati.

Mestieri pratici e neurodivergenza

A suo giudizio, professioni manuali come quelle di elettricista e idraulico sono più al riparo dall’automazione. La richiesta di questi lavoratori è in aumento anche per la costruzione su larga scala di data center destinati all’intelligenza artificiale. Karp, che ha parlato più volte della propria dislessia, considera promettente anche la neurodivergenza, termine che può comprendere condizioni come autismo e disturbo da deficit di attenzione e iperattività.

Il vantaggio, sostiene, non dipende tanto da una diagnosi specifica quanto dalla capacità di pensare in modo non convenzionale, accettare i rischi e trovare soluzioni insolite. I professionisti destinati ad avere successo, secondo Karp, dovranno «assomigliare di più agli artisti, guardare le cose da un’altra prospettiva ed essere capaci di creare qualcosa di unico».

I programmi di Palantir

Palantir ha già avviato un programma per attirare lavoratori neurodivergenti, il Neurodivergent Fellowship. Le previsioni della società di consulenza Gartner indicano che entro il 2027 il 20% dei reparti vendite delle aziende Fortune 500 — le maggiori imprese statunitensi per fatturato — assumerà intenzionalmente persone neurodivergenti, con l’obiettivo di migliorare l’efficienza.

Il valore dell’università

Karp è invece scettico sull’università tradizionale. Pur avendo conseguito tre titoli di studio, tra cui un dottorato in filosofia, in passato ha avvertito che l’intelligenza artificiale eliminerà molti posti di lavoro nelle professioni umanistiche. Palantir ha anche lanciato il Meritocracy Fellowship, rivolto ai diplomati che scelgono di non iscriversi all’università.

Nell’autunno del 2026 il programma offriva ai partecipanti una borsa di studio di 5.400 dollari al mese e ai migliori la possibilità di ottenere un impiego a tempo indeterminato. Il primo gruppo era composto da 22 persone, selezionate tra oltre 500 candidati.

Le altre opinioni sull’intelligenza artificiale

Non tutti i dirigenti del settore dell’intelligenza artificiale condividono la visione di Karp. Jamie Teevan, responsabile scientifica di Microsoft, ritiene che una formazione umanistica contribuisca a sviluppare il pensiero critico e la capacità di adattamento. Anche Daniela Amodei, cofondatrice di Anthropic, sostiene che nell’era dell’IA diventeranno ancora più importanti qualità umane come empatia, capacità comunicative e curiosità.

  • PublishedOttobre 12, 2026