Un arsenale clandestino nascosto dietro pareti divisorie, porte segrete e meccanismi di chiusura occultati: il caso, tra i più imponenti scoperti in Germania negli ultimi decenni, ha avuto una svolta lunedì. Il principale imputato ha confessato di aver acquistato in Polonia 70 mitra Skorpion, pagandoli circa 700 euro l’uno.
La confessione del meccanico
L’uomo, un meccanico d’auto sessantenne, è accusato di traffico di armi da guerra. Nell’ottobre 2025 la polizia aveva scoperto le armi in quattro locali segreti nel seminterrato della sua officina a Remscheid, città tedesca una trentina di chilometri a est di Düsseldorf. Nei sotterranei c’era anche una sorta di museo, con oggetti nazisti e cimeli sovietici.
Insieme al meccanico erano stati arrestati altri due presunti trafficanti, già condannati rispettivamente a due anni e mezzo e tre anni e mezzo di carcere. Entrambi avevano confessato di aver comprato dal principale imputato mitra al prezzo di circa 2.000 euro ciascuno.
Il tribunale aveva proposto al sessantenne una pena massima di otto anni in cambio di una confessione. In un primo momento l’uomo non aveva accettato, ma lunedì ha ammesso i fatti in aula.
Le armi sequestrate
La scoperta aveva suscitato grande scalpore in Germania. Durante la perquisizione, gli agenti avevano trovato 300 armi da fuoco cariche: 125 mitragliatrici, 67 mitra, 51 pistole, 32 fucili di precisione e 11 revolver. Sequestrati anche 13 lanciarazzi anticarro, 38 granate a mano e quasi 100.000 munizioni.
