Adozioni in Ungheria, Magyar vuole togliere il potere ai ministri
Il primo ministro ungherese propone che siano gli esperti, e non i politici, a valutare le richieste dei single. Ha anche detto che per un bambino crescere con genitori dello stesso sesso è preferibile a vivere in un istituto.
In Ungheria, un single che vuole adottare un bambino deve ottenere il via libera del ministro responsabile delle politiche familiari. Secondo il primo ministro Péter Magyar, la regola dovrebbe essere rivista: a decidere dovrebbero essere gli esperti, non i politici. Magyar ha inoltre affermato che, per un bambino, crescere con genitori dello stesso sesso è preferibile a vivere in un istituto per minori, pur dicendosi «molto prudente» sul tema dei matrimoni tra persone dello stesso sesso, che nel Paese non sono ammessi.
Le dichiarazioni di Magyar sui diritti delle minoranze
«Sì, sono molto prudente. In qualità di primo ministro ho il dovere di rappresentare tutti gli ungheresi e ci sono questioni delicate, come la condizione delle minoranze sessuali o l’eutanasia. I poteri sono enormi, ma enorme è anche la responsabilità», ha dichiarato Magyar in un’intervista al quotidiano finlandese Helsingin Sanomat.
In Ungheria le coppie dello stesso sesso possono registrare un’unione civile, ma non sposarsi né adottare insieme. La legge esclude esplicitamente l’adozione congiunta per i partner registrati; se potessero sposarsi, invece, avrebbero accesso alla procedura riservata alle coppie coniugate.
Le regole per l’adozione in Ungheria
Le regole sono cambiate con una legge approvata nel 2020 ed entrata in vigore nel 2021. Prima, un componente di una coppia dello stesso sesso poteva presentare domanda di adozione come single. Dopo la riforma, l’adozione è in linea generale consentita alle coppie sposate, mentre una persona non sposata può adottare soltanto con un’autorizzazione speciale del ministro responsabile delle politiche familiari.
Poiché le coppie dello stesso sesso non possono sposarsi, chi vuole adottare deve fare domanda individualmente e ottenere quel permesso: un passaggio che ha reso l’adozione molto più difficile. A settembre Magyar aveva annunciato l’intenzione di modificare il sistema. «In questi casi non dovrebbe decidere un ministro o un politico, ma gli esperti», ha detto.
La riforma della Costituzione
Il primo ministro ha indicato anche la stesura di una nuova Costituzione tra i principali obiettivi del suo governo. Il lavoro potrebbe durare almeno un anno, ha stimato, e il testo sarebbe poi sottoposto ai cittadini con un referendum. Magyar ha inoltre annunciato che intende limitare i poteri del capo del governo e ha detto di non volere che il suo partito di centrodestra, Tisza, diventi come Fidesz, la formazione di Viktor Orbán.
I rapporti con l’Ucraina e l’energia
Sul fronte internazionale, Magyar ha dichiarato di voler ripristinare gradualmente i rapporti con l’Ucraina e che la prossima settimana dovrebbe incontrare a Bruxelles il presidente ucraino Volodymyr Zelensky. Ha ribadito, tuttavia, che l’Ungheria non invierà armi a Kiev né consentirà che transitino sul proprio territorio.
Parlando di energia, ha detto che ridurre la dipendenza ungherese dalle forniture russe non è possibile «dall’oggi al domani». Ha citato anche un accordo con l’Unione europea che permetterebbe al Paese di accedere ai fondi europei. Infine, ha respinto le accuse di influenzare le indagini sulla corruzione relative al periodo di Orbán, affermando di non saperne più di qualsiasi altro cittadino.
