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Pena di morte, il Papa: «Inammissibile» e non necessaria

Nel messaggio per la Giornata mondiale contro la pena di morte, Leone XIV ribadisce la posizione della Chiesa. Negli Stati Uniti, due casi controversi riaccendono il dibattito.

Pena di morte, il Papa: «Inammissibile» e non necessaria

La pena di morte è «inammissibile» perché viola l’inviolabilità e la dignità della persona e non è necessaria per proteggere la società. È il messaggio ribadito da papa Leone XIV in occasione della Giornata mondiale contro la pena di morte.

La posizione di papa Leone XIV

Nel breve intervento pubblicato sabato sui social media, il pontefice non ha citato casi specifici, ma ha confermato la ferma opposizione della Chiesa cattolica alla pena capitale. Ne ha contestato anche l’utilità: «È possibile tutelare il bene comune e soddisfare le esigenze della giustizia senza ricorrere alla pena capitale: sono stati sviluppati sistemi di detenzione efficaci, che proteggono i cittadini senza privare del tutto i colpevoli della possibilità di redenzione», ha osservato.

La Giornata mondiale contro la pena di morte

La ricorrenza si celebra il 10 ottobre ed è promossa dalla Coalizione mondiale contro la pena di morte, che la organizzò per la prima volta nel 2003. Nel tempo ha ricevuto il sostegno dell’Unione europea, del Consiglio d’Europa e delle Nazioni Unite. La pena capitale è stata abolita in tutti gli Stati membri dell’Ue e del Consiglio d’Europa.

I casi al centro del dibattito negli Stati Uniti

Quest’anno la giornata cade mentre negli Stati Uniti, Paese d’origine di Leone XIV, sono al centro del dibattito due controversi casi. Il 30 settembre, l’iniezione letale con cui avrebbe dovuto essere giustiziata Christa Pike, condannata per omicidio, è stata eseguita in modo maldestro e la donna è sopravvissuta. L’episodio ha suscitato numerosi appelli perché la sua pena venga commutata.

Altre polemiche sono nate dal progetto del governo statunitense di trasmettere in diretta la prevista esecuzione per fucilazione di Nidal Hasan, responsabile della sparatoria di massa del 2009 in cui morirono 13 persone. L’ipotesi di un’esecuzione pubblica è stata condannata dal segretario di Stato vaticano, il cardinale Pietro Parolin, e dal presidente della Conferenza episcopale degli Stati Uniti, l’arcivescovo di Oklahoma City Paul S. Coakley.

Papa Leone XIV ribadisce il rifiuto della pena di morte
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