La siccità sta trasformando i campi in una sorta di mappa archeologica: quando la vegetazione appassisce, le differenze nella crescita dell’erba possono disegnare in superficie le strutture sepolte. In Svizzera, questo fenomeno ha permesso di individuare resti romani finora sconosciuti o poco leggibili, mentre il Paese affrontava l’estate più calda mai registrata. Le ondate di calore hanno fatto riemergere anche relitti della Seconda guerra mondiale dai letti dei fiumi.
Le scoperte nei campi di Aventicum
Le nuove tracce sono state scoperte nei campi attorno ad Aventicum, antica capitale dell’Elvezia romana, fondata 2.000 anni fa dopo la sconfitta delle tribù locali da parte di Giulio Cesare. Oggi il sito si trova nei pressi di Avenches, cittadina del Canton Vaud. Dopo la segnalazione di un appassionato di storia, gli archeologi cantonali hanno usato un drone per fotografare ogni giorno l’area.
Le immagini hanno rivelato i segni di terme, abitazioni, strade e di un possibile tempio. Molte strutture si trovano in zone della città mai indagate con scavi. Aventicum prosperò sotto il dominio romano, ma iniziò a declinare gradualmente dal III secolo, quando si intensificarono le incursioni germaniche.
Le mappe aggiornate dagli archeologi
«Sono le scoperte più importanti fatte qui negli ultimi 50 anni, almeno nelle ultime due generazioni di archeologi», ha dichiarato Jordan Anastassov, archeologo del Canton Vaud.
Un gruppo di cinque archeologi ha riportato le nuove evidenze sulle mappe, segnandole in viola: così ha potuto colmare alcune lacune e correggere indicazioni ritenute errate. «Ora ci stiamo ponendo domande davvero interessanti che altrimenti non ci saremmo posti», ha detto l’archeologo Hugo Amoroso.
Le tracce visibili dopo la siccità
Alcune tracce individuate tra giugno e agosto sono scomparse dopo il taglio dell’erba e il calo delle temperature. Il perimetro di una nuova vasca termale, invece, è ancora visibile in un campo di erba medica parzialmente appassita; a settembre, infatti, il clima insolitamente caldo è persistito.
Resti storici sepolti sono affiorati anche in altre zone della Svizzera e d’Europa. In molti casi, però, interpretarli è più difficile: sono isolati e non ci sono ricercatori che se ne occupino in modo specifico.
Le prossime indagini archeologiche
Gli archeologi svizzeri presenteranno i risultati ai colleghi e potrebbero in seguito avviare scavi mirati. «Non ci auguriamo che ci siano siccità», ha detto Pierre Blanc, direttore degli scavi del sito. «Ma cercheremo di sfruttare al meglio questa situazione e continueremo a osservare.»
