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Il dribbling “della rana” che faceva saltare gli avversari

A Zagabria, l’attaccante Ivan “Ico” Hitrec conquistò tifosi e giornali britannici con una giocata spettacolare. Fu anche tra i fondatori della Dinamo Zagreb.

Il dribbling “della rana” che faceva saltare gli avversari

Un dribbling che faceva saltare letteralmente i giocatori avversari, un tiro capace di squarciare la rete e una velocità da sprinter: Ivan “Ico” Hitrec fu una delle figure più spettacolari del calcio europeo degli anni Trenta. La sua mossa più celebre, soprannominata a Zagabria “la rana”, attirò l’attenzione anche dei giornali britannici.

Dagli esordi alla fama internazionale

Nato a Zagabria il 13 aprile 1911, Hitrec iniziò a giocare nel club locale Ilirija Zagreb, dove rimase dal 1924 al 1927. Passò poi all’HAŠK e si affermò come uno dei migliori attaccanti della sua epoca, grazie alla tecnica, alla rapidità e alla potenza del tiro. Nel 1931, durante la prima partita notturna disputata a Zagabria, tra le rappresentative della città e di Madrid, segnò due gol al celebre portiere spagnolo Ricardo Zamora, guadagnandosi una reputazione internazionale.

Le sue prestazioni gli valsero un ingaggio al Grasshopper Club Zürich, in Svizzera, dove giocò dal 1931 al 1932. La rivista sportiva tedesca Kicker lo considerava parte dell’élite del calcio europeo. Hitrec riusciva a correre i 100 metri in meno di 12 secondi: un tempo notevole, anche se Jesse Owens, nello stesso periodo, copriva la distanza in 10,30 secondi.

Tiri potenti e dribbling della rana

La potenza dei suoi tiri incuteva timore ai portieri. In una partita, un suo pallone arrivò persino a squarciare la rete. Severino Minelli, suo compagno al Grasshopper, ricordò: «I suoi tiri erano terrificanti! I portieri si scansavano per evitare i palloni che calciava. Non esagero: era proprio così».

La sua specialità più insolita era il dribbling della “rana”. Hitrec stringeva il pallone tra i piedi, lo caricava e saltava con esso tra gli avversari, facendogli perdere l’equilibrio. La tecnica, considerata una specialità zagabrese, colpì i giornalisti britannici, che ne scrissero con entusiasmo sul Daily Telegraph e sul Daily Mail. Molti tifosi andavano alle partite proprio nella speranza di assistere a quella giocata.

La nazionale e il boicottaggio del Mondiale

Con la nazionale del Regno di Jugoslavia disputò 14 incontri tra il 1929 e il 1939, segnando 10 gol. Nel 1930, insieme ad altri sei calciatori croati, boicottò il primo Mondiale, organizzato in Uruguay, per protestare contro il trasferimento della sede della Federcalcio da Zagabria a Belgrado.

La fondazione della Dinamo Zagreb

Dopo aver lasciato il calcio giocato, nel 1945 Hitrec fu tra i promotori della fondazione della Dinamo Zagreb e ne divenne il primo direttore tecnico. Il suo ufficio in via Gundulićeva si trasformò in un punto d’incontro per i migliori giocatori dell’ex Građanski, impegnati a costruire il nuovo club, caratterizzato dalla maglia blu.

La morte e il ricordo

Hitrec morì improvvisamente a Zagabria l’11 ottobre 1946, a 35 anni. In suo onore e in quello di Ratko Kacian, un altro giocatore della Dinamo scomparso prematuramente, portano oggi i loro nomi la scuola calcio giovanile del club e il campo sportivo Hitrec-Kacian.

  • PublishedOttobre 11, 2026