Due uomini e mezzo, l’ultima scena di Sheen allarmò il set
Chuck Lorre racconta nelle sue memorie l’episodio che lo spinse a fermare le riprese della sitcom. Melanie Lynskey, collega di Sheen, era terrorizzata dalle sue condizioni.
L’ultima scena girata da Charlie Sheen per «Due uomini e mezzo» fu così preoccupante da terrorizzare la collega Melanie Lynskey: l’attore non ricordava le battute e doveva aggrapparsi ai mobili per restare in piedi. A raccontarlo è Chuck Lorre, creatore della serie, in un estratto delle sue prossime memorie, «Sitcom», pubblicato venerdì da Vanity Fair.
«Melanie era terrorizzata. Era chiaro a tutti noi che l’uomo a cui ci eravamo tanto affezionati aveva seri problemi. Non avevo altra scelta che interrompere le riprese», scrive Lorre. Lynskey interpretava Rose, la vicina di casa del personaggio di Sheen.
I problemi sul set di Due uomini e mezzo
L’attore, oggi 61enne, aveva vestito i panni di Charlie Harper per otto stagioni. La produzione si fermò a causa dei problemi di dipendenza che Sheen attraversava in quel periodo. Nel 2011 il suo contratto fu rescisso, dopo una serie di sfoghi pubblici in cui aveva insultato Lorre; nella serie gli subentrò Ashton Kutcher.
Secondo il creatore, prima del licenziamento Sheen aveva cominciato a saltare sempre più spesso le riprese, citando problemi di salute. Nel 2010 era stato coinvolto anche in un episodio al Plaza Hotel di New York. Il New York Post riferì che l’attore era stato allontanato dopo aver devastato una stanza mentre era sotto l’effetto della cocaina.
«Per i mesi successivi abbiamo lavorato in uno stato di costante preoccupazione», ricorda Lorre. «Giravamo il venerdì sera e ci auguravamo buon fine settimana, ma tutti temevamo che cosa potesse succedere a Charlie entro martedì mattina. Lavoravamo infatti quattro giorni a settimana. La preoccupazione aumentava quando il cast aveva un’intera settimana libera ogni due settimane. Questo significava dieci giorni durante i quali la vita di Charlie, ma anche quella delle persone intorno a lui, era in pericolo».
La sospensione delle riprese e il licenziamento
Quando si decise di sospendere temporaneamente le riprese, Lorre parlò con Sheen e gli propose di girare altri due episodi, così da lasciargli il tempo di curarsi e riprendersi. L’attore, racconta il produttore, insistette invece con rabbia per realizzarne quattro. «Ero emotivamente esausto, ma non cedetti. Altri due episodi, poi una pausa di tre mesi, di cui avevamo tutti un disperato bisogno», scrive Lorre.
In seguito Sheen attaccò pubblicamente il creatore della serie, definendolo «idiota» e «piccolo verme». Nelle memorie, Lorre sostiene che Warner Bros. non volesse più l’attore nei propri studi e respinge le voci secondo cui sarebbe stato lui a farlo licenziare. «Chiunque conosca anche solo un po’ l’industria televisiva sa che gli sceneggiatori non hanno il potere di licenziare la star di una serie che incassa un miliardo di dollari», afferma.
La riconciliazione tra Sheen e Lorre
Dopo una rottura durata dieci anni, i due si sono però riconciliati. Sheen ha anche ottenuto una parte in «Bookie», la serie comica di Lorre trasmessa sulla piattaforma Max. In un’intervista a Variety nel 2023, il creatore ha raccontato di essere stato nervoso prima di rivederlo, ma che, appena hanno iniziato a parlare, si è ricordato della loro amicizia. «E all’improvviso è sembrato che quell’amicizia fosse tornata».
«Non voglio sembrare troppo sentimentale, ma quell’incontro ha significato molto per me», ha aggiunto Lorre. Quando Sheen si presentò alla lettura collettiva del copione di un episodio, i due si abbracciarono. «È stato davvero bello». Lorre ha detto di aver apprezzato il lavoro fatto insieme a «Due uomini e mezzo»: «Abbiamo girato insieme 170 episodi prima che tutto andasse in pezzi. E per la maggior parte del tempo ci siamo divertiti. Se adesso sta bene, allora sto bene anch’io».
La sobrietà di Charlie Sheen
Sheen, in passato sposato con l’attrice Denise Richards, ha parlato apertamente della sua dipendenza e ha smesso di bere e assumere droghe nel 2017. In un’intervista rilasciata lo scorso anno a Fox News Digital ha detto che oggi mantenersi sobrio non gli costa fatica, anche perché non frequenta più le persone legate a quel periodo della sua vita.
«Se tornassi alle vecchie abitudini per anestetizzare i sentimenti, sfuggire ai miei pensieri o semplicemente sentirmi diverso, so per esperienza che peggiorerei soltanto le cose e mi complicherei ulteriormente la vita», ha spiegato. Tornare a quel modo di vivere, ha aggiunto, significherebbe ritrovarsi di nuovo sopraffatto dalla vergogna, oltre che ricadere nelle bugie e nella manipolazione. «Non c’è più posto per queste cose nella mia vita», ha concluso.
