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Cucchiaini, saliere e carta igienica: i furti nei caffè

A Landau an der Isar, in Germania, il titolare Markus Gutmann ha perso oltre 400 cucchiaini in un anno. Per rimpiazzare gli oggetti sottratti spende circa 100 euro al mese.

Cucchiaini, saliere e carta igienica: i furti nei caffè

In un anno, da un caffè sono spariti più di quattro cucchiaini su cinque: il proprietario ne aveva comprati 500 e oggi gliene restano circa 90. Non sono al sicuro nemmeno saliere, contenitori del pepe, deodoranti per ambienti e carta igienica. Per rimpiazzare gli oggetti sottratti spende circa cento euro al mese, in un fenomeno che non riguarda soltanto il suo locale.

I furti nel caffè di Landau

A raccontare la situazione è Markus Gutmann, titolare di un caffè a Landau an der Isar, città della Germania. «Gli oggetti più richiesti sono le posate, soprattutto i cucchiaini da caffè. L’anno scorso ne ho comprati 500 e ora ne sono rimasti appena 90 circa», ha detto a Sat.1 Bayern. Anche le saliere e i contenitori del pepe spariscono: su cento pezzi, ne sono stati portati via 60.

I furti arrivano fino ai bagni. Gutmann ha provato a proteggere la carta igienica applicando alle confezioni etichette antitaccheggio, così da far scattare l’allarme all’uscita. «Ma non è servito a molto», ha dichiarato ai media.

Una possibile spiegazione sociale

Per lo psicoterapeuta Benedikt Waldherr, intervistato da Focus Online, una possibile spiegazione è il senso di ingiustizia sociale. Secondo l’esperto, le disuguaglianze sempre più marcate possono spingere alcune persone a considerare il furto di piccoli oggetti una forma di compensazione per i prezzi elevati. «La gente ragiona così: “Se pago già otto euro per un cappuccino, posso anche prendere un cucchiaino, un piattino, dei tovaglioli o qualsiasi altra cosa mi capiti a tiro”», ha spiegato Waldherr. L’esperto definisce questo atteggiamento un senso di «riparazione di un’ingiustizia».

Furti nei negozi e nei ristoranti

Il fenomeno non si limita alla Germania. Negli Stati Uniti, catene come Walmart, Target, CVS e Walgreens hanno cominciato a chiudere a chiave anche prodotti di uso quotidiano. In alcuni negozi dentifrici, cosmetici, farmaci da banco, deodoranti e detersivi sono esposti dietro vetrine: per prenderli, i clienti devono chiamare un dipendente.

Anche nei ristoranti spariscono oggetti di valore e, talvolta, parti delle dotazioni dei bagni. Il britannico The Independent ha riferito di furti in locali francesi, dove i clienti portano via posate, coltelli costosi, decorazioni e persino elementi dei servizi igienici.

Nel 2023, dal celebre ristorante londinese Le Gavroche è scomparsa una rana decorativa appartenente a un servizio di posate, valutata circa 1.000 euro. Per limitare le perdite, alcuni ristoranti hanno iniziato a cambiare il modo in cui servono i clienti o a usare posate meno costose.

Gli oggetti che spariscono dagli hotel

I furti riguardano anche gli hotel. Un’indagine del portale Wellness Heaven, condotta nel 2023 su 1.376 albergatori, perlopiù europei, ha rilevato che il 27,5 per cento degli intervistati ha segnalato la scomparsa di posate. Il 12,3 per cento ha riferito furti di stoviglie e l’11,4 per cento ha dichiarato che i clienti portano via le macchine del caffè.

  • PublishedOttobre 11, 2026