Coronavirus: l’epicentro della pandemia è il Sud America

Coronavirus: l’epicentro della pandemia è il Sud America

Aumentano i casi in Ecuador, Argentina, Cile. Dati record in Brasile.

Con oltre 34.000 infetti, 2.888 morti e 1.805 decessi “probabili”, l’Ecuador presenta una delle situazioni peggiori al mondo per quanto riguarda il coronavirus. La maggior parte dei casi si concentrano nella provincia di Guayas e nel capoluogo Guayaquil. Per far fronte al contagio ed identificare la gravità del contagio, il governo ecuadoriano ha implementato un sistema di classificazione basato sui colori dei semafori. Al momento, solo nove dei 221 cantoni del paese sono passati dal ”rosso” al giallo: El Pan, Paute e Sevilla de Oro, nella provincia di Azuay; Daule, El Triunfo e Samborondón, a Guayas; Chinchipe, in Zamora Chinchipe; e Palora e Santiago, a Morona Santiago. Nel frattempo in Messico sono già stati segnalati più di 56.000 casi e 6.000 decessi. Nonostante la situazioni rimanga grave, Città del Messico ha messo in campo un progetto di ritorno graduale alla normalità dal 15 giugno.

Coronavirus: l’epicentro della pandemia è il Sud America


Il Cile è il terzo paese più colpito del Sud America, dopo aver già superato la cifra di 50.000 infetti, anche se la mortalità, fino ad oggi, è molto bassa con solo 544 morti. Il paese è uno di quelli che non ha decretato il confinamento obbligatorio a livello nazionale, sebbene abbia adottato un modello di quarantena selettiva e strategica con limitazioni settimanali. L’Argentina, che questo mercoledì ha completato due mesi di quarantena, conta oltre 9000 casi e 400 morti, mentre il paese ha iniziato ad aprire gradualmente l’economia. Ad oggi il continente americano conta quasi la metà dei casi in tutto il pianeta.

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