Il QE fra falchi e colombe

Il QE fra falchi e colombe

La copertina del Bild  del 14 Settembre  ritrae il governatore della banca centrale Mario Draghi travestito da Conte Dracula. Ciò è avvenuto a seguito di una giornata di scontri tra falchi(i contrari al governatore) e colombe (i sostenitori del governatore) nella BCE riguardanti le prossime mosse da decidere in tema di politica monetaria. Lo scontro si è consumato attorno alla tematica del QE(Quantitative easing). In questo articolo si vuole far chiarezza su cosa sia il QE e del perché i banchieri del nord si sono ribellati.

Il QE, negli scorsi anni, si è trasformato da misura d’emergenza a fenomeno strutturale. Il primo utilizzo del QE avvenne in Giappone, quando con la bolla del 1990, la banca centrale nipponica, esaurito i classici strumenti di politica economica, utilizzò il QE. Una prima forma di QE in Europa, si ebbe con la Danimarca, quando a causa dei tassi di interesse negativi ed esauriti gli strumenti tipici contro le crisi, La Banca Centrale Danese  chiese il credit easing al fine di acquistare gli MBS col fine di immettere liquidità nel mercato. Ma fu durante la crisi del 2008, che la Federal Reserve ampliò la portata del QE, acquistando titoli sia a breve che a lunga scadenza. In precedenza le banche centrali acquistavano solo titoli a breve scadenza. Da allora, il QE è stato utilizzato sempre più frequentemente dai governatori, si pensi ai casi della Bank of England o della Banca Centrale Europea.

Sugli effetti del QE, la letteratura è comune nel dire che essendo uno strumento atipico, la valutazione degli effetti è difficile “Il consenso della ricerca, anche se principalmente prodotta da ricercatori della banca centrale, afferma che la politica monetaria non convenzionale ha un effetto sull’economia. C’è inevitabilmente incertezza sulla dimensione e la durata dell’effetto e sul canale preciso attraverso il quale funziona(Joyce-Miles 2012).

Inoltre essendo uno strumento di politica economica straordinario gli effetti del QE sono difficilmente distinguibili da quelli prodotti da altri strumenti  di politica monetaria. Uno degli effetti maggiormente criticati del QE è la trasformazione in debito (con acquisto di titoli) di riserve bancarie. Constatiamo che, dall’introduzione dell’APP (Expanded Asset Purchase Programme ), vi sono prove sostanziali che le banche, nella gestione delle loro riserve, cercano di ridurle di mese in mese (a fronte di liquidità) con la conseguenza di un’aumento di titoli classificati  “churn”, ovvero bidoni (o spazzatura). Inoltre esaminando gli aggiustamenti apportati dalle banche, con l’acquisto dei titoli, le banche  estinguono le loro obbligazioni finanziarie. In questo senso, troviamo che l’effetto scaturito dal modello del moltiplicatore (utilizzato nel paper), l’effetto patata bollente è ancora vivo (Ryan-Whelan 2019).

Ciò significa che il QE  è utilizzato dalle banche per ripagare le proprie obbligazioni, anziché immettere liquidità nel mercato facendo svanire l’obiettivo per il quale  lo strumento  era  stato ideato. Ma uno dei più  probabili effetti  del QE è che il meccanismo qui documentato abbia avuto un’ effetto nel ridurre i rendimenti obbligazionari europei (Ryan-Whelan 2019).

Quest’ultimi passaggi sono concettualmente complicati  ma possiamo sintetizzarli nel seguente modo,  ovvero le banche hanno la tendenza  a diminuire le proprie riserve a fronte di una immediata liquidità, ma utilizzando quest’ultima per estinguere i propri debiti od obbligazioni, anziché prestarli per immettere liquidità nel mercato. Mentre secondo il modello utilizzato da Ryan-Whelan rileva che il QE produce un’ abbassamento dei rendimenti delle obbligazioni.

Ulteriori effetti sono stati sintetizzati in un recente studio della BCE .In primo luogo, nelle nostre stime, le politiche di QE influiscono sul bilancio della banca centrale e sui prezzi delle attività, in particolare sui rendimenti a lungo termine, sui prezzi azionari e sui tassi di cambio. In secondo luogo, le politiche di QE portano a un aumento sostenuto dell’IPC e delle aspettative di inflazione. In terzo luogo, e in modo un po’ più sorprendente, il principale canale di trasmissione non sembra essere una domanda aggregata più forte che incide sull’inflazione attraverso la curva di Phillips, ma piuttosto un deprezzamento del tasso di cambio. In quarto luogo, non troviamo alcuna evidenza di effetti collaterali o aumenti del rischio inoltre sia  i prezzi reali delle case che  del credito reale non aumentano o scendono, infine non vi è alcun effetto al ribasso sulla volatilità del mercato azionario (Beck-Duca-Stracca 2019)

In sintesi abbiamo visto che il  QE  è  uno strumento di carattere straordinario , che  ha effetti positivi sul mercato solo in alcune circostanze ,quest’ultime ,in generale,sono situazioni di crisi.Inoltre abbiamo visto come l’uso prolungato danneggi le riserve delle banche , i tassi di rendimenti sulle obbligazioni nonché è inefficace in ambito creditizio. Le ragioni qui esposte sono le motivazioni utilizzate dai “falchi del nord” della BCE per supportare un’utilizzo minimale del QE. D’altra parte il governatore uscente della BCE Draghi ne ha fatto un’ utilizzo ripetuto.

Alla penultima riunione del governatore, alla volontà di utilizzare un’altra volta il QE ,i falchi del nord hanno protestato vivacemente, tanto ché Bloomberg ha parlato di una rivolta senza precedenti .Ma nello specifico , nessuno conosce cosa sia successo nelle segrete stanze dell’Eurotower. Rimane che i paesi del nord, supportati dalle conclusioni degli studi detti in precedenza, sono stanchi di acquisti di titoli a tassi negativi nonché dei “succulenti “BTP all’1% decennale. Il presidente della Bundesbank, Jens Weidmann ha commentato “la Bce si è spinta oltre il dovuto dato che la situazione economica non è veramente negativa, i salari salgono nettamente”. Ulteriore commento, Helmut Schleweis, il presidente dell’Associazione delle casse di risparmio Dsvg “Draghi produce più danni che benefici”. Infine il parere del Prof. Boldrin che su Linkiesta commenta “il QE, come vogliamo chiamarlo, prima pompa liquidità nelle banche commerciali, poi dall’altro le punisce, abbassando i tassi (sui depositi) da -0,40 a -0,50 (ciò indica una maggiore difficoltà per le banche di accedere alla liquidità) nel tentativo di favorire gli investimenti”. Ma il problema è che questi ultimi languono perché mancano le opportunità, mancano cioè i soggetti e le occasioni su cui investire. Il problema, insomma, non è finanziario in senso stretto ma economico e politico. In conclusione, il  “conte” Draghi  è uscito vincitore dalla riunione con un altro QE di 40 miliardi, mentre sul come abbia vinto è oggetto di speculazioni e mistero. Una situazione è certa, nella banca centrale si respira aria pesante.

Fonti Articolo:
  • Cerchi Lorenzo Tesi Il Quantitative Easing della Banca Centrale Europea Anno Accademico 2014-2015 LUISS university
  • Boldrin Michele "Sbagliata e dannosa, la mossa di Draghi abbandona l’Italia alla sua inefficienza" Linkiesta 13 Settembre 219
  • Mastrobuoni Tonia Germania all'attacco di Draghi: "Superato il limite". Ma è Deutsche Bank a risparmiare di più con le mosse Bce Repubblica
  • Yuko Takeo and Piotr Skolimowski ECB Cuts Rates, Revives QE to Lift Growth as Draghi Era Ends Bloomberg 12 Settembre 2019
  • Randow Jana Draghi Faced Unprecedented ECB Revolt as Core Europe Resisted QE Bloomberg 12 Settembre
  • TGCOM24 Bundesbank contro il bazooka di Draghi: "La sua mossa è stata esagerata" 13 Settembre 2019
  • Roland Beck, Ioana A. Duca, Livio Stracca Medium term treatment and side effects of quantitative easing: international evidence Working Paper Series European Central Bank
  • Ellen Ryan & Karl Whelan Quantitative Easing and the Hot Potato Effect: Evidence from Euro Area Banks Research Technical Paper Vol. 2019, No. 1
  • Michael Joyce, David Miles, Andrew Scott and Dimitri Vayanos QUANTITATIVE EASING AND UNCONVENTIONAL MONETARY POLICY – AN INTRODUCTION The Economic Journal, 122 (November), F271–F288.Doi: 10.1111/j.1468-0297.2012.02551.x.2012The Author(s). TheEconomicJournal2012Royal Economic Society. Published by Blackwell Publishing, 9600 Garsington Road, Oxford OX4 2DQ, UK and 350 Main Street, Malden, MA 02148, USA

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