Industria articolata per smaltire i rifiuti complessi – Società dell’apprendimento – Decrescita felice – Singolarità.

Industria articolata per smaltire i rifiuti complessi – Società dell’apprendimento – Decrescita felice – Singolarità.

Se non cambiamo modello di sviluppo e di civiltà non abbiamo futuro.
Il nostro impatto sull’ambiente è troppo grande. Sono profondamente convinto che sia necessario creare al più presto – sperando che non sia tardi – un’ industria articolata per smaltire i rifiuti complessi.
Il nostro sistema di riciclaggio rifiuti secondo me è parecchio fallace. Questa fallacia la si può osservare in modo particolare nel percorso di quelli che io chiamo rifiuti complessi.
Anche senza arrivare a computer, televisori o elettrodomestici (che comunque meriterebbero molta molta più cura nello smaltimento) basti pensare a rifiuti anche più piccoli ma composti da più materiali. Una penna, un ombrello, le scarpe, i modellini di automobili, ad esempio. Bisognerebbe creare un circuito economico virtuoso che permetta allo stesso tempo di avere buoni guadagni e anche uno smaltimento ottimale, cioè completo. Prendo come caso il modello di un’automobilina, poniamo scala 1/18.
Esso è composto di vari materiali che vanno separati con attenzione ma che possono, mi sembra, essere serenamente destinati a nuova vita. C’è la gomma dura delle ruote, plastiche di vario tipo e il metallo. Tutto troppo prezioso per non essere separato e riutilizzato in qualche modo.

Allo stesso tempo bisogna rapidamente ragionare sui concetti di Società dell’apprendimento (Stigliz-Greenwald) e Decrescita felice (Pallante-Latouche). Da tempo si è riconosciuto che un miglioramento degli standard di vita deriva dai progressi nella tecnologia e non dall’accumulazione di capitale. Ciò che separa veramente i Paesi sviluppati dagli altri non è solo un divario nelle risorse o nella produzione ma un divario nella conoscenza. La velocità in base a cui i paesi in via di sviluppo crescono è funzione della velocità con cui riescono a colmare tale divario.Se il PIL cresce perché aumenta il consumo di farmaci antidepressivi non mi pare che ci sia da essere felici.

Ma  forse è già troppo tardi e la Singolarità (come intesa in questo video della Casaleggio Associati – Singularity: il punto di non ritorno dell’evoluzione umana https://www.youtube.com/watch?v=iSeeEfQpaEg&ab_channel=CasaleggioAssociati) sarà l’unica strada percorribile.

RICCARDO CONTE

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