Coronavirus: i nanoanticorpi degli alpaca lo neutralizzano

Coronavirus: i nanoanticorpi degli alpaca lo neutralizzano

La scoperta dei ricercatori svedesi potrebbe consentire una nuova cura contro il coronavirus.

Uno studio di un team di esperti svedesi ha rivelato come l’organismo degli alpaca siano in grado di impedire al coronavirus di entrare all’interno delle cellule. La ricerca del Karolinska Institutet di Stoccolma, pubblicata su Nature, rappresenta un importante passo in avanti per la realizzazione di possibili cure contro Covid-19 ed altre forme virali. Sono i cosiddetti nanobody, ovvero dei piccoli frammenti di anticorpi, a mostrare un’importante resistenza al virus. Si producono nei camelidi e in alcuni tipi di pesci cartilaginei come gli squali, e possono essere usati anche nell’uomo.

Coronavirus: i nanoanticorpi degli alpaca lo neutralizzano

Già nei mesi scorsi alcuni studiosi dell’Università di Gand, in Belgio, avevano dimostrato l’efficacia degli anticorpi del lama mostrati efficaci sia contro il virus Sars-CoV1 che contro il Mers-CoV. Gli esperti svedesi hanno iniettato nella proteina Spike, utilizzata dal coronavirus per entrare nelle cellule dell’uomo notando, dopo due mesi, alcuni campioni di sangue dell’animale dimostrando una significativa reazione immunitaria contro la proteina. Gli esperti, guidati da Gerald McInerney, hanno clonato, arricchito e analizzato diverse sequenze dei nanoanticorpi delle cellule B dell’alpaca individuandone una, il Ty1, che neutralizza efficacemente il virus. “La nostra ricerca dimostra come Ty1 si leghi in maniera significativa alla proteina S ed è in grado di neutralizzare il virus SarsCov2. Ora stiamo realizzando i primi studi preclinici sugli animali allo scopo di analizzare l’attività neutralizzante e il potenziale terapeutico sull’uomo”.

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