In Siberia oltre 400 ‘bolle di gas’ pronte ad esplodere. L’allarme degli scienziati

In Siberia oltre 400 ‘bolle di gas’ pronte ad esplodere. L’allarme degli scienziati

Per gli esperti è giunto il momento di agire per evitare i rischi.

Un team di esperti russo ha appena lanciato un allarme riguardo i rischi della fuoriuscita di metano dal permafrost siberiano. Sarebbero oltre quattrocento le ”colline” individuate dagli studiosi nell’Artico siberiano, in grado rilasciare, in alcuni casi anche con fenomeni violenti, enormi quantità di gas in atmosfera aprire delle voragini. Un processo comune in Siberia, ma accelerato dall’aumento delle temperature. Secondo gli studiosi è necessaria ”un’azione urgente di tipo militare’‘ per perforare queste formazioni prima di eventuali esplosioni future. Sono 17 le voragini che si sono formate dal 2014 nelle penisole di Yamal e Gydan in Siberia. Secondo il professor Vasily Bogoyavlensky, dell’Istituto russo di ricerca sul petrolio e sul gas di Mosca, numerose ”colline di metano” si trovano vicino ad importanti impianti di gas naturale che alimentano una rete che rifornisce l’Europa occidentale. Dall’analisi delle immagini satellitari sono stati identificati circa 7.185 tumuli, di cui fino al 6% definiti come “veramente pericolosi”. Tre formazioni si trovano a pochi metri di distanza da tre giacimenti di gas nella penisola di Yamal: Norte-Tambey, Sur-Tambey e Oeste-Seyakha. Secondo gli esperti è necessario “aprire i tumuli con il pompaggio del gas”.

In Siberia oltre 400 ‘bolle di gas’ pronte ad esplodere. L’allarme degli scienziati

Ma il pericolo sono anche le esplosioni. “Improvvise scariche elettrostatiche, come i fulmini, aumentano a dismisura i pericoli legati a questi cumuli”. Sono tre i casi di esplosioni avvenute a causa del metano fuoriuscito dal permafrost. Ma cosa provoca la fuoriuscita del gas dal ghiaccio sotterraneo? Lo scioglimento del permafrost crea delle fratture che vanno a riempirsi dal metano proveniente dagli strati inferiori. La risalita del gas provoca un aumento della pressione esercitata sulla superficie fino all’esplosione che scaglia enormi pezzi di roccia ghiacciata e terra lanciati a grande distanza. In alcuni crateri il metano continua a fuoriuscire dopo le esplosioni

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