I CACCIATORI DI ANIME NEL ANTICO EGITTO E NELLE ODIERNE ABDUCTION

I CACCIATORI DI ANIME NEL ANTICO EGITTO E NELLE ODIERNE ABDUCTION

I CACCIATORI DI ANIME NEL ANTICO EGITTO E NELLE ODIERNE ABDUCTION

……..Detto ciò vedremmo ora come veniva istituzionalizzato l’antico cannibalismo rituale egizio con “l’Inno Cannibale”. La magia, come sappiamo, risiedeva nella parola, la cui pronuncia ci è ignota, ma sappiamo che veniva eccitata dagli amuleti. Sono noti, ad esempio, l’amuleto della scarabeo, riportato nel capitolo XXX del “Libro dei Morti”, l’amuleto della rana,più tardi anche il disco ipocefalo che veniva posto proprio sotto il capo del defunto e molti altri amuleti ancora. Inoltre è anche assodato che i Re delle prime dinastie erano deificati “post mortem”, se non erano già adorati quali Dèi in vita. I Testi delle Piramidi ce ne danno una prova, nei geroglifici dipinti nella piramide, proprio in quella di Unas (ultimo Re della V dinastia, vissuto, intorno al 2400 a.C.) dove ci dicono:“…tremano le ossa del Dio della Terra alla vista di Re Unas splendente e potente come Dio che vive nei suoi padri e si ciba delle sue madri…lo splendore di Re Unas è nel cielo; la sua potenza nel regno della luce, come quella di suo padre Atum. Questo lo ha creato, ma Unas è più potente di Lui; egli è il Toro del Cielo… Re Unas è comparso in cielo incoronato con il serto dell’Alto Egitto, quale signore del regno della Luce. Unas ha ingoiato l’essenza di ogni Dio”. Detto tanto, se pensiamo al ritrovamento della “Tomba del Visitatore”, con tutti i suoi misteri che qui non sto ad elencare e che il KGB russo ritenne essere la tomba del dio “Osiride”; e se è vero che la mummia ivi ritrovata corrisponderebbe ad un grigio, così come uno dei due feti trovati nel 1922 da Howard Carter,assieme ai tesori di Tutankhamon, ebbene si;c’è da preoccuparsi, considerando che questa volta la realtà ha veramente superato la fantasia. Del resto agli antichi egizi, l’apparire di esseri alieni grigi, probabilmente, poteva rappresentare l’apparizione degli Dèi del cielo o divinità degli inferi. La cosa si complica ancora di più se leggiamo l’iscrizione di 330 dei Testi dei sarcofaghi che si riallaccia a dati mistici del tempo sacrale, dove dice: “Io vivo, io muoio, io sono Osiride. Sono uscito da te, sono entrato in te, sono cresciuto in te, caduto in te: sono caduto sul mio fianco. Gli dei vivono di me. “Vivo, muoio, ma non perisco”.C’è da chiedersi se la mummificazione aveva questo intento o copriva una macabra ritualità di “cacciatori di anime”? La ricerca di alcuni studiosi ci ricorda che gli antichi egizi conobbero quel bitume che gli arabi chiamarono “mummiya” tradotto con l’italiano “Mummia” (da cui il nome dell’imbalsamato); e alle mummie, triturate e ridotte in polvere, venivano attribuiti, guarda caso, straordinari poteri magici, afrodisiaci e curativi come il potere di conferire la longevità, una sorta di “elisir di lunga vita”, come fosse una manna, il “Pane bianco di luce”, o meglio la polvere “mfkzt” di cui tratteremmo più avanti. Per questo motivo moltissime “mummie” furono prima distrutte e poi divorate per i loro poteri occulti.

Detto ciò ora, lascio a Voi ogni possibile interpretazione, e mi propongo solo di immaginare il “rito egizio isiaco e osiriaco” e cercare le sue tracce lasciate nel tempo. Vi si può immaginare un rito spettacolare di grande impatto con la bara dell’iniziato che veniva portata sopra la collina centrale di sabbia dell’Osireion, ad esempio;dove avveniva il rito della “Trasformazione”, veniva inserita nel sarcofago di pietra granitica, che proteggeva l’iniziato come fosse un seme, li “nell’archetipa” collina primordiale della “Creazione”, che dava la nuova conoscenza, “il Risveglio”, attuato dal rito che realizzava il passaggio di coscienza con le formule del “reu nu pertemhru”,“sull’ingresso del giorno”:

“Sono venuto anch’Io, il Neter Osiride che è stato difeso, nell’interesse del Signore di tutte le cose.”Cioè l’essere salvato dalle abduction.

Nei testi delle piramidi Thot,“il conciliatore” dice a Horus nel momento dell’incoronazione a re: “Il Grande ti ha generato. Colui che viene esaltato ti ha abbellito; Perché sei Horus che ha combattuto per proteggere il suo sguardo”. Qui appare evidente “l’Archetipo divino”,l’Osiride che “conosce” attraverso il lavoro del suo discepolo; e gli è grato per il suo compito di mediatore. Gli dice: “ti ha abbellito”, diamo noi un significato a queste parole, chiediamoci quale parte abbellisce? Qual è il “dono”?Queste conoscenze antichissime passarono segretamente sottoforma di “rito” e assunsero le connotazioni dei conosciuti “misteri iniziatici di Iside e Osiride”, che nell’arco del tempo si sono riflesse anche nella massoneria, soprattutto per l’appunto quella di rito egiziano fondata da Cagliostro nel 1784 a Lione e chiamata “La Saggezza Trionfante” e in molte altre come: “Gli illuminati di Luxsor” “La Fratellanza di Miriam”, ecc.. Non a caso, ad esempio, secondo un principio fondamentale di “medicina ermetica” in base al quale “lo spirito umano divino non sente il dolore che in ragione della sua involuzione nella materia”, da qui il detto: “Rendi indipendente il tuo spirito dal corpo e il tuo corpo rifiorirà”. Non bastasse, ricordo che alcuni gruppi terapeutici, osiridei, marinisti e kremmerziani, praticavano la “Magia avatarica”, o più coerentemente la “Magia trasmigratoria”, che l’ermetismo kremmerziano descritto nell’enciclopedia italiana delle religioni cosi descrive: è un insieme di tecniche nelle quali “in un corpo vivente e intelligente si stacca l’anima e si immette definitivamente o temporaneamente in un altro corpo da cui precedentemente si sia allontanata l’anima”, che potrà essere  sostituita anche con l’anima “di un genio o di un eroe o nume”. (= “sostituzioni di anime fatte magicamente”) – Il vertice della magia «osiridea» consiste tuttavia, appunto, nella pratica del separando, una operazione alchemica interna o di trasmutazione in cui l’elemento «solare» (Osirideo) dell’uomo è progressivamente separato dagli elementi fisico, astrale e mentale (Isiaco).

La chiave di questa alchimia – il cui risultato dovrebbe essere  la creazione di un corpo di gloria che garantisce l’immortalità e la sua esperienza già in questa vita (salvo a discutere se si tratti di liberarsi “verticalmente” dalle reincarnazioni o continuarle lungo una linea “orizzontale» ma controllata) – è una forma di alchimia sessuale che non va peraltro confusa con altre diffuse in scuole diverse”. Più precisamente nel distacco dell’anima da un corpo razionale vivente vi si introduce al suo posto il principio cosciente del “mago”. Questa ritualità sembra documentabile anche presso alcuni casi clinici riconducibili alla psichiatria e al “mondo esorcistico”, ma chi ci dice che questi riti animici non siano un eredità del sapere alieno e attuati per un bisogno alieno. Per l’appunto, pare che questo tipo di magia derivi dai maghi caldei ma soprattutto egizi, dove il “Mago” aveva la capacità di fissare la “vitalità vampirica” degli antichi sacerdoti alla loro stessa mummia. Quest’ultima fungeva da ancora astrale per il pneuma del sacerdote, a che potesse continuare a vivere, infatti, pare possibile il ”cibarsi di vitalità altrui” e questo potrebbe essere occultamente apportato, per l’appunto, da alcune specie aliene all’uomo, senza che esso socialmente se accorga. Un’ altro mezzo di trasmigrazione avatarica era, invece, quello di agire su di una donna incinta, cacciando l’anima del nascituro, come documentato nel Corpus kremmerziano; infatti, una delle caratteristiche fondamentali di questa magia è proprio quella di definirsi “non nato da donna”. Avete letto e capito bene, in queste ritualità si separava e si separa l’Anima dal corpo, come insegnato dall’antica tradizione egizia e come avviene tutt’ora nelle odierne Abduction, a detta degli addotti e non tralasciamo tutti gli altri casi di abduction relativi a rapimenti di feti e donne incinta. Vuoi vedere, che è proprio sempre l’anima o la vitalità che interessa “all’alieno” e che niente è cambiato da migliaia di anni e viviamo un “continuo presente” che la fisica ora intravede e che personaggi come Giuliano Kremmerz, e altri già videro e colsero sui rimasugli del sapere ermetico di origine egizia. Alcuni parlano anche di un “Reiki avatarico” atto a risvegliare lo spirito dormiente di consapevolezza dell’uomo e forse è anch’esso un metodo come lo è la “Merkaba” per ritrovare la nostra parte divina e proteggerci dai rapimenti alieni che probabilmente si celavano anche nei rituali egizi.

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Del resto il Grande Architetto dell’Universo dei massoni è Our Kherépouhemont il più grande Architetto degli antichi egizi Ha-Kha-Ptah, “il Dio che si è creato da solo”, che è poi l’Egitto stesso: dalla parola Ha-Kha-Ptah, poi i greci ricavarono il più armonioso nome Aegyptus che rimase a indicare la terra del Nilo e dei Faraoni. Sull’inniziazione ai misteri di Iside e Osiride, ufficialmente però, siamo informati già dal IX libro delle “Metamorfosi” o meglio “L’Asino d’oro”di Apuleio,(II secolo d. C),infatti il protagonista del romanzo Lucio, riacquista la forma umana nel corso della processione che apre la festa del Navigium Isidis, che probabilmente cadeva il 5 marzo, la data ufficiale della riapertura della navigazione dove Lucio guidato dal sacerdote Mithra inizia la sua “rinascita” come “soldato di Iside”. Nel testo delle metamorfosi abbiamo un sacerdote egiziano che risuscita un morto, una maga che anima tre otri dandogli parvenza umana e abbiamo episodi di divinazione con gli specchi e soprattutto con l’acqua. Anche l’antico Ordine iniziatico dei Rosacroce ha un simbolismo che rappresenta l’unione fra l’anima in continua evoluzione, rappresentato dalla Rosa, ed il corpo fisico rappresentato dalla stessa Croce. Infatti i Rosacroce storicamente appaiono attorno al XV secolo, ma molto probabilmente ben più antico è il loro rito. il teosofo Leadbeater sostiene che si rifacesse agli Antichi Misteri della Tradizione Osirica dell’Antico Egitto, che utilizzava come simbolo, per l’appunto la Croce Ansata chiamata Ankh e che si diffuse in Europa intorno al XVII secolo. Ancora una volta possiamo constatare che tutto nasce dai rimasugli del sapere egizio.

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Fonti Articolo:
  • https://www.lafeltrinelli.it/ebook/lucio-tarzariol/spiritualita-egizia/9788834179529?awaid=9507&gclid=Cj0KCQjws536BRDTARIsANeUZ58Z0Z_ryEwpWLEgUj4HVpzMov1ZHF6zmraozX6ddkz6NQd

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