Henmemet e Igigi. “Gli antichi Seguaci degli di Netjer e Anunnaki”

Henmemet e Igigi. “Gli antichi Seguaci degli di Netjer e Anunnaki”

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Prima dell’Enneade egizia pare vi fossero altri esseri di origine divina, “Celeste”, che appaiono nelle “cosmogonie” e sono conosciuti come: i Shemsu-Hor, gli Ashemu, i Sekhemu, gli Henmemet, gli Afa, gli Utennu, i Setu e i Netjer . Non è sempre chiaro chi e quanti fossero certo è che tutti erano formati da coppie maschi e femmine provenienti dal cielo. Ad esempio se indaghiamo gli Henmemet, apprendiamo che sono “il mitico popolo dell’Astro Lucente”, sono descritti come esseri celesti, intermediari fra gli dèi e gli uomini, si insediarono a sud di Eliopolis e sono ricordati negli antichissimi testi delle Piramidi, nei testi dei sarcofagi e nel libro dei morti. Pare sia questa l’élitte degli “Shemsu-Hor”, i seguaci di Horus. Non è un caso che Il dio Ra, nel libro dei morti era definito “Akeb-ur”, il dio delle grandi acque celesti, il plasmatore degli dèi e la guida degli esseri Henmemet. Antiche leggende affermano che a Iunu, conosciuta dagli ebrei con in nome di On, e dai greci con il termine di Heliopolis, “città del Sole”, patria del culto di Ra, che attraversava i cieli nella sua barca solare (appellata come la mitica “Barca dei milioni di anni”, esistesse un’assemblea di saggi, chiamati gli “Esseri Henmemet”, che traeva il proprio sostentamento unicamente dalla luce: una luminosità dalle caratteristiche del tutto peculiari. Sotto la guida di questi saggi la civiltà sbocciò presto nella terra del Nilo.
Nelle pareti del Tempio di Deir el-Medina leggiamo una formula rituale fatta incidere da Tolomeo Evergete che dice: Anx Hrw-Ra Hwnw qn sxai .n sw it=f … nD.ti n Hnmmt, cioè Lunga vita a Horus-Ra, giovane potente, colui che suo padre ha fatto apparire protettore degli Henmemet.
Nella stele Sobeksen (BM 580) troviamo alla riga 63.8: “sHay Tw Hnmmt wDa.k m dpt-nTr” cioè “Che ti adorino gli Henmemet quando viaggi nella barca degli dèi”. Come si può notare gli Henmemet sono perfettamente a conoscenza, o forze sono l’equipaggio, della “barca degli dèi” che allora solcava i cieli.
Detto ciò, se pensiamo a “quell’Astro lucente” come il pianeta Nibiru, appare logico pensare che gli Henmemet sarebbero gli stessi Anunnaki o meglio gli igigi sumeri di cui ci parla Zecharia Sitchin, noto autore del vasto progetto editoriale, iniziato nel 1976 e conosciuto come le: “Cronache Terrestri”. Infatti gli Igigi erano una collettività di divinità minori celesti nella religione dei Sumeri, dei Babilonesi e degli Assiri, appartenenti alla sfera di Anu, “il cielo”, uno degli Usumgal creatori degli Anunnaki. Dal poema di Atraḫasis apprendiamo che secondo il mito, erano dèi più giovani ed erano al servizio degli Annunaki, almeno fino a quando non si ribellarono, costringendo i loro padroni a creare gli esseri umani; leggiamo: “Quando gli dèi erano uomini, sottostavano alle fatica, portavano il canestro di lavoro; il canestro di lavoro degli dèi era troppo grande, il lavoro oltremodo pesante, la fatica enorme; i grandi Anunnaki, i sette, avevano imposto la fatica agli Igigi”.
Del resto la prima colonia di Sumer fu la città E.ri.du, nome che significa letteralmente “Casa costruita lontano”, essa sorgeva su una collina eretta artificialmente alla foce dell’Eufrate, in mezzo alla edinu, che significa “pianura”, o anche E.din, “Patria dei Giusti”, da cui deriva “Eden”, biblico nome del giardino paradisiaco, prima dimora terrestre dell’uomo.
Infatti anche nella mitologia egizia, e più specificamente nella cosmogonia di Eliopoli (Enneade- Ra, Thoth, Nut, Geb, Shu, Osiride, Iside, Set, Nepthis i più vicina ad Amon), vi era una collina primigenia che emerse dall’oceano primordiale del Nun, e sulla quale il dio creatore Atum generò se stesso e la prima coppia divina.
Nei Testi delle piramidi, linea 1587, si fa riferimento ad Atum stesso come “collina”: si dice che si trasformò in una piccola piramide, situata in Annu, il luogo ove si diceva risiedesse. Non a caso, in un testo tebano del tempio di Khonsu, anch’esso è identificato come la collina primeva, il ben ben si sarebbe formato dalle gocce del seme di Atum, cadute nell’oceano primordiale e che solidificandosi avrebbero formato il primo tumulo contenente al suo interno lo spirito del dio. Quanto detto ci ricollega al bennu, alla fenice degli antichi egizi che ne parlarono per primi e che poi passò nelle leggende greche. In Egitto la Fenice era solitamente raffigurata con la corona Atef o con l’emblema del disco solare, Potremmo associare questo uccello alla razza dei Cariani che, secondo una leggenda, diedero origine al nostro universo assieme ai felinoidi, del resto dobbiamo ricordare che lo stesso Horus era rappresentato da un falco, non a caso, alcuni sovrani della prima dinastia, sono chiamati nel Papiro di Torino ed in altre fonti egizie, Shemsu-Hor e presentano nel loro serekht proprio l’immagine di un falco. Infatti, secondo le narrazioni sacre degli antichi Egizi, le stesse corone dei regnanti erano accessori sacri, consegnati ai re dagli déi stessi, i Netjer, (Netjer secondo una certa ipotesi sarebbe stato rappresentato prima con un’asta a bandiera, poi per mezzo di divinità zoomorfe, e infine con sembianze umane). Un chiaro passaggio di potere, una linea diretta dal cielo alla terra e guarda caso con l’unione del basso e alto Egitto abbiamo l’unione delle due corone la rossa e la bianca con i due simboli il falco (Hierakonpolis, città del falco) Horus e l’ureo (cobra), il serpente in altre parole le due razze che unite formarono, guarda caso, la primeva razza Cariana. Nel nostro pianeta, a quanto pare, si era stabilita la dualità del cielo, i Cariani con la forza oscura e i felinoidi con la loro forza della luce. Non a caso, vi è anche una rappresentazione del dio del sole Ra “il grande gatto” protettore del corso solare dalle insidie del serpente Aphopis. I gatti, e in particolare le gatte, dal Medio Regno vennero considerati animali sacri alla dea Bastet, una divinità molto popolare, figlia dello stesso Ra, che regnava sull’amore, sulla fertilità e sui giorni di festa. Poi ad una certa interpretazione il termine Netjer pare significare, per l‘appunto “ il lontano“ e guarda caso è interessante la somiglianza fra il termine Netjer (letto: Necer o Nacir) e il termine sumero Dingir che traducono entrambe il termine “Dio”; e cioò fa pensare ancora una volta, anche un collegamento fra i primi Signori egizi e i primi Signori mesopotamici.
Infatti anche nella mitologia sumera il termine Anunnaki (o Anunnaku o Alunna), ossia “figli di An,” il dio del cielo, sono ricordati come: “Coloro che dal Cielo scesero sulla Terra”, indica proprio l’insieme degli dèi sumeri. Conosciuti, in questo caso anche come Nibiruani in quanto proverebbero dal pianeta Nibiru.
I dèi sumeri erano costituiti in un’assemblea, presieduta da An, dio del cielo. Tale assemblea si componeva dei sette supremi, di cui facevano parte i quattro principali dei creatori (An, Enlil, Enki, Ninhursag), con l’aggiunta di Inanna, Utu e Sin e di 50 dei minori, chiamati anche Igigi, che a mio parere potrebbero benissimo essere gli stessi Henmemet, gli intermediari fra gli dèi e gli uomini. Non è un caso che a dare inizio alla civiltà egizia sarebbero stati nella notte dei tempi sempre gli dèi, in questo caso sono: Atum Ra, Shu, Tefnut, Nut, Geb, Seth, Nefti, Iside e Osiride, ovvero l’Enneade degli dèi primordiali dell’Egitto. Costoro avrebbero regnato, insieme agli dèi successivi, per l’incredibile periodo di 14.000 anni. Agli Dèi sarebbero succeduti poi i semi dèi seguiti da una miriade di altri Re più umani. Il “Papiro di Torino“, ci conferma l’informazione relativa all’esistenza, all’inizio della storia, di Dei chiamati “Neteru” che vivevano insieme agli umani e che avrebbero portato loro le conoscenze per iniziare la loro evoluzione sociale e biologica. Dopo diversi periodi di tempo l’Egitto sarebbe stato governato dagli ”Shemsu Hor”, per l’appunto i seguaci di Horus, che rappresenterebbero quello che gli storici tradizionali chiamano Periodo Predinastico. Anche qui la cronologia giunge all’incredibile lasso di tempo di circa 37.000 anni. Nonostante queste affermazioni vi è chi crede ancora che un Neter egizio non fosse stato un dio, ma la rappresentazione di una funzione o un attributo del Dio unico, ma a mio parere, quell’attributo non è altro che “l’Archetipo” funzionale di una reale manifestazione fisica aliena. Per cui i Neteru, che alcuni chiamavano “Dèi”, furono accettati e incorporati anche nel cristianesimo con un nuovo nome: “angeli”, che come afferma la stessa Genesi biblica avevano corpo fisico, si ricordi ad esempio i due angeli mandati da Dio che arrivarono a Sòdoma per distruggerla.
Nel Vecchio Testamento, sempre nel Libro della Genesi, vengono citati, invece, i Nephilim che potrebbero benissimo essere una parte degli Anunnaki stessi, gli Igigi. Oppure gli anunnaki potrebbero coincidere pure con gli Elohim biblici, ossia sempre quei Angeli, Arcangeli, nell’loro significato: “Messaggeri” o meglio “Messaggeri dell’Arca”, la “Barca egizia di Ra”, sempre intermediari tra uomini e dèi che solcavano i cieli con le loro navi spaziali in questo caso la “Gloria di Dio”.
Gli equivalenti nella mitologia greca sarebbero invece i Theoi, Kàbeiroi e Megaloi, dove troviamo i Titani nati prima degli Olimpi e generati da Urano (Cielo) e Gaia (anche Gea, Terra).
Le caratteristiche anatomiche sarebbero sempre quelle del caucasico col naso aquilino che ci ricorda tanto le caratteristiche dei Cariani. Forse per questo alcuni sostengono siano legati ai rettiliani, ma invece alcune fonti sostengono il contrario, infatti alcuni ricercatori affermano che l’Antico Testamento sia tecnologia psico-religiosa e legislativa anunnaka approvata da Dio; e ella classificazione Soave gli Anunnaki sarebbero alieni umanoidi terrestri di prima generazione da ingegneria genetica (creati dai felinoidi come un tipo di pleiadiani).
Probabilmente sono avi degli ebrei terrestri e creatori e avi degli uomini di colore (neri) terrestri (ibridi, vedi Adamu).

Visto che sono avi degli ebrei terrestri potrebbero pure essere connessi con le mantidi, gli insettoidi.
Visto che recentemente si afferma che siano rientrati nella Federazione galattica, si possono considerare come alieni positivi o un altro tipo di angeli. Infatti, da alcune fonti, pare che con l’Armistizio di Anchara del 2001, il governo-ombra degli anunnaki-rettiliani abbia visto gli anunnaki smettere di governare segretamente la terra (governo ombra iniziato dai tempi di Nimrod) e lasciare i rettiliani per rientrare nella Federazione galattica. Quindi la fine dei tempi sarebbe già avvenuta nel 2001 e la terra sarebbe passata di mano dai demoni agli angeli della federazione galattica, tra cui gli anunnaki, successivamente la cosa sarà sempre più evidente nelle sue conseguenze, almeno così si dice.

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