Bambini Indaco. Bambini dotati, future guide, o esperimenti genetici?

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Vediamo ora cosa si dice succeda a questi bambini rapiti. Secondo gli adotti, ossia i rapiti, questi bambini ibridi hanno pupille nere allargate e spesso le donne umane rapite vengono condotte in una sala dove sono presenti bambini e vengono messe nella condizione di entrare in contatto con loro attraverso una procedura nella quale la donna è invitata ad allattare il bambino. I rapiti sostengono pure che questi bambini sono “ibridi”, incroci tra umani e alieni e hanno spesso particolari reazioni anomale, sembrano malati. Solitamente un bambino umano normale gioca con bambini ibridi, sotto l’egida di un alieno grigio. Gli esseri umani sono solitamente in una sala dove sono presenti bambini da due a dieci anni e man mano che questi bambini ibridi crescono il rapporto diventa più responsabile e complesso, si che mentre i più piccoli vengono impegnati nel gioco aiutati dai rapiti che hanno il dovere di educarli i bambini umani vengono fatti solo giocare con i bambini ibridi per imparare i loro giochi. Quando i bambini ibridi diventano adolescenti e grandi il ruolo cambia e vengono impegnati come assistenti a ibridi adulti e alieni nelle procedure di abduction, spesso hanno rapporti sessuali con umani e altre volte con altri ibridi aggirando le pratiche di ingravidazione aliena. Ma pare che qualche volta la situazione sfugga al controllo, infatti se cerchiamo alcuni curiosi casi trapelati dai media c’è da preoccuparsi. Un articolo del 2 settembre 2009 divulgato dalla Redazione Tiscali racconta di un bambino alieno catturato in Messico, si legge: “Il Messico è incuriosito per le fotografie di quello che i media locali hanno subito chiamato il “bambino extraterrestre”. La sua cattura e successiva uccisione risale al 2007 ma i media ne hanno parlato soltanto di recente. Tutto cominciò quando un gruppo di contadini messicani ritrovò in una fattoria il piccolo essere. Spaventati e increduli tentarono di soffocarlo per ben tre volte, riuscendoci solo dopo averlo tenuto per molte ore sott’acqua. Per gli esperti dell’università locale il corpo non appartiene ad una specie terrestre. Il corpo venne poi portato all’università locale e i risultati delle analisi destarono fin da subito grande sorpresa: il piccolo corpo non apparterrebbe a nessuna specie vivente conosciuta. Presenta alcune caratteristiche morfologiche umane ma anche di rettile, come ad esempio la dentatura senza radici, oltre ad un certo grado di sviluppo cerebrale. Gli studi dell’università assicurano che non si tratta di un falso né di una montatura, ma di un fatto fino ad ora inesplicabile. I ricercatori fecero un gran numero di fotografie al corpo e le immagini di quell’insolito essere stanno ora facendo il giro del mondo. “Sono certo siano autentiche”, giura Jaime Maussan, un ufologo messicano. Intanto il mistero sul “bebé alieno” si infittisce. Marao Lopez, uno dei contadini che individuò e uccise lo strano essere, è morto. Il suo corpo, completamente carbonizzato, è stato ritrovato all’interno della propria auto al bordo di una strada. Il suo mezzo, stando a quanto appurato dagli esperti, non sarebbe rimasto coinvolto in un incidente ma avrebbe preso fuoco per cause ignote, raggiungendo temperature definite “anomale”. La vendetta degli extraterrestri – Questi particolari hanno portato qualcuno a pensare si sia trattato della vendetta dei genitori del piccolo extraterrestre. “Il dolore provato dai familiari dell’alieno – ha commentato la vedova di Lopez – deve esser stato tale da far covare in loro il desiderio di vendetta. Reagiscono così gli animali pertanto non è difficile immaginare possano farlo esseri intelligenti e tecnologicamente evoluti”.

Questo è quanto si dice su questi bambini dalle particolari caratteristiche, che secondo alcuni sarebbero venuti al mondo con degli scopi ben precisi. La prima volta che si è parlato di bambini indaco, pare sia stato nel 1986 quando Nancy Ann Tappe ha pubblicato “Understanding your life through color” (Capire la propria vita attraverso il colore). Il colore a cui fa riferimento l’autrice è quello dell’aura, “l’alone luminoso invisibile” che secondo alcune teorie parapsicologiche e spirituali circonda il nostro corpo e può assumere diverse sfumature a seconda dell’anima dell’individuo che va a riflettere. Quello dei bambini speciali del nuovo millennio sarebbe per l’appunto l’indaco, un colore che sta tra il blu e il viola. Questi bambini sono curiosamente anche definiti: ”bambini delle stelle” e sarebbero giunti a “scardinare le vecchie certezze di un mondo tutto da rifare”; proponendo in alternativa una “Nuova ed evoluta umanità” intrisa d’amore. La ricercatrice Francesca Biagioli ci fa sapere ancora di più su questi bambini e ci dice: ”Molti sono filosofi in erba. Saranno scienziati, inventori, artisti di talento a livello innato. Tuttavia la nostra società, che poggia ancora sulla vecchia energia, tende a sminuire i loro pregi. Molti di questi bambini vengono scambiati per bambini con “disturbi dell’apprendimento” e molti altri vengono attualmente distrutti dal sistema dell’istruzione pubblica”. Le teorie che vogliono questi bambini protagonisti di una nuova epoca dicono che gli indaco sono menti evolute, molto coscienti di sé, con grande senso di regalità e sguardi molto profondi. Spesso sanno cogliere i pensieri e le emozioni di chi li circonda. Sarebbero nati bambini con queste caratteristiche già a partire dagli anni ‘60 e ‘70, con un aumento ben visibile dagli anni ’80, fino ad arrivare ad oggi, quando la gran parte dei nuovi nati sarebbe “speciale”. Attualmente si parla, in realtà, di un’evoluzione ulteriore dei bambini indaco. I nuovi nati vengono chiamati, infatti, bambini cristallo o arcobaleno (spesso figli di bambini indaco) e avrebbero caratteristiche diverse, anche se seguono la scia di chi li ha preceduti per favorire un cambiamento di rotta a livello mondiale”.
Secondo le più teorie, esisterebbero 4 tipi di bambini indaco: l’umanista, il concettuale, l’artista e l’interdimensionale
Bambini indico: l’umanista
Sono quei bambini che faranno lavori a contatto con le persone, ad esempio i medici e gli insegnanti e si metteranno quindi a disposizione degli altri. Sono la tipologia più socievole e generalmente iperattivi. Da bambini vogliono mille giocattoli insieme ma passano da uno all’altro.
Bambini indaco: il concettuale
Sono bambini molt diffuseo progettuali che dunque prediligeranno lavori come l’ingegnere o l’architetto. Generalmente hanno un bel fisico e sono degli sportivi, sono quelli maggiormente a rischio dipendenze, soprattutto nelle fasi adolescenziali. Cercano di controllare i propri genitori più delle altre tipologie di indaco.
Bambini indaco, l’artista
L’indaco più sensibile e fragile ma allo stesso tempo il creativo per eccellenza. Tutte le cose della vita le affronta in maniera creativa e artistica anche se è difficile individuare le sue vere predilezioni perché passa da una cosa ad un’altra con una grande facilità, annoiandosi un po’ e con una grande voglia di scoprire tutto.
Bambini indaco: l’nterdimensionale
Gli indaco più robusti e grossi. Fin da piccolissimi, circa 2 anni, sanno benissimo qual è il loro compito e si ingegnano a fare tutto da soli, se qualcuno interviene sono capaci di rispondere: “Lo so. Lo so fare. Lasciami stare”. Sono le persone che rivoluzioneranno filosofie e religioni.

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