Sonnambulo uccide la suocera dopo aver percorso 23 Km con l’auto: assolto.

Sonnambulo uccide la suocera dopo aver percorso 23 Km con l’auto: assolto.

Questa è una storia che periodicamente si ripropone, come caso limite, a ogni fatto di cronaca in cui è coinvolto un sonnambulo, perché ha dell’incredibile e risulta comunque sempre oggetto di studio e di discussione.                                                                                                                                                                                                              Il protagonista è un uomo di Toronto (Canada), Kenneth Parks, il quale nel 1987 è stato assolto per l’uccisione della suocera e il ferimento del suocero.

La domanda è d’obbligo: come fa un tribunale ad assolvere un tizio che, una volta scoperto, dichiara di avere ucciso la suocera dopo aver percorso 23 Km (peraltro in autostrada) perché affetto da sonnambulismo?

Questo però è un caso di sonnambulismo molto raro. La mattina presto del 23 Marzo 1987 l’uomo si è alzato dal letto, è salito in macchina, ha guidato per 23 km fino ad arrivare a casa dei suoceri, dove ha accoltellato a morte la suocera, ferito anche il suocero, con il quale, dalle indagini eseguite, risulta abbia avuto sempre degli ottimi rapporti, almeno fino a quel momento.

Non finisce qui: dopo il delitto, l’uomo si è recato in una stazione di polizia e ad un agente avrebbe detto: “Credo di avere ucciso delle persone”, aggiungendo subito dopo “cioè non io, ma le mie mani!”. 

Qual è stata la linea di difesa che ha convinto i giudici della giuria ad assolvere l’uomo?

La difesa si è appigliata al fatto che qualsiasi persona dotata di un minimo di senno, non avrebbe mai compiuto un delitto in maniera così palese e sprovveduta, visto che era chiamata in causa la premeditazione, quand’anche ci fosse stato il movente dell’odio (che tra l’altro è stato escluso, visti i buoni rapporti che intercorrevano con i suoceri).

Si è inoltre accertato che Park soffriva di sonnambulismo con episodi pregressi inquietanti e ciò a maggior ragione se si considera che non riusciva a ricordare nulla. Quindi alla fine è stato assolto perché al momento dei fatti pare soffrisse di insonnia dovuta ad un periodo difficile dovuto alla disoccupazione e a diversi debiti di gioco che aveva accumulato.

Si sa che la persona che soffre di tale patologia pone in essere comportamenti non controllati dalla coscienza, ovvero senza rendersene conto, poichè di fatto il sonnambulo continua a dormire e al risveglio non ricorda nulla dell’accaduto.

Di solito, durante gli episodi di sonnambulismo, la persona può semplicemente sedersi sul letto con gli occhi aperti, eseguire gesti ripetitivi oppure, più spesso, parla come se fosse sveglio. Generalmente gli episodi durano dai 5 ai 20 minuti.                                                                                                                                                              Vi sono poi casi in cui si registrano comportamenti più complessi, come camminare in casa, lavarsi e vestirsi ecc.

In alcuni casi più rilevanti, si possono verificare anche atti molto complessi, quali uscire di casa, salire in auto e addirittura guidare in stato di incoscienza.
Il sonnambulismo è di per sè di natura benigna, ma per la sua stessa natura può portare la persona a compiere atti e comportamenti pericolosi, come quello in questione, sia per se stessa che per gli altri.

Il Sonnambulismo: che cos’è

Il sonnambulismo è definito come un disturbo del sonno; in particolare all’interno dei disturbi del sonno è classificato come parasonnia del sonno NREM, o disturbi dell’arousal: tali episodi si presentano generalmente entro 2 ore dall’ addormentamento.

Considerando solo l’età adulta la prevalenza è di circa il 2%: è frequente l’esordio del sonnambuismo in età adulta e generalmente non è associato a nessuna patologia psicologica o psichiatrica. Per quanto riguarda la fascia di età pediatrica, la prevalenza è maggiore nell’età infantile, specialmente per il range d’età tra i tre e sette anni. Secondo la National Sleep Foundation Americana l’ 1% dei bambini in età prescolare e il 2% of dei bambini in età scolare presentano episodi di sonnambulismo nei bambini almeno una-due notti per settimana. E’ più frequente in bambini che presentano sintomi di apnea nottura e pavor nocturnus.

La prognosi è generalmente positiva, in quanto spesso si ha una remissione spontanea dei sintomi di sonnambulismo.

I sintomi del sonnambulismo

Il sonnambulismo solitamente inizia entro poche ore dall’addormentamento, nel corso di fasi del sonno profondo ma può verificarsi anche in fasi di sonno non REM.

sintomi del sonnambulismo includono:
– Camminare, parlare e/o compiere movimenti e azioni nel sonno;
– Amnesia totale o parziale degli episodi di sonnambulismo;
– Difficoltà di risveglio durante l’episodio;
– Comportamenti inappropriati (ad esempio, urinare nell’armadio);
– Urla e grida (specialmente se accompagnato a pavor nocturnus);
– Possibili reazioni aggressive.

Tutte queste attività vengono compiute ad occhi aperti e spesso chi osserva il sonnambulo è convinto che la persona sia sveglia.

Le cause del sonnambulismo

Il sonnambulismo presenta un quadro ezio-patogenetico multifattoriale: da una parte i fattori genetici giocano un ruolo importante nella manifestazione del disturbo poichè circa la metà dei pazienti sonnambuli hanno almeno un familiare che a sua volta ha presentato gli stessi sintomi in passato.

Altri fattori causali che concorrono allo sviluppo e alla manifestazione degli episodi ritroviamo: anzitutto la deprivazione di sonno, in secondo luogo fattori medici (ad esempio febbre alta e infezioni) e fattori psicologici (ad esempio periodi di intenso distress, stanchezza o traumi). Infine anche l’uso di sostanze psicoattive, droghe o alcool può aumentare la probabilità dell’insorgenza del sonnambulismo.

Le evidenze in letteratura sostengono che il sonnambulismo cronico nei bambini sia associato ad altri disturbi del sonno, problemi comportamentali e deficit nella regolazione emotiva Inoltre evidenze scientifiche più recenti supportano il ruolo importante di una buona qualità del sonno nello sviluppo cerebrale precoce, nei processi di apprendimento e nel consolidamento mnestico.

La diagnosi di sonnambulismo specialistica

E’ importante però considerare di consultare uno specialista nel caso in cui i sintomi siano persistenti per eseguire un adeguato percorso diagnostico. Infatti la diagnosi di sonnambulismo presenta similarità sintomatologiche con alcune forme di epilessia notturna.

La consultazione diagnostica presso uno specialista dei disturbi del sonno è indicata se:
– Gli episodi hanno una frequenza maggiore di 2 volte la settimana;
– Se durante la notte è presente più di un episodio;
– Se gli episodi si presentano in fasi successive del sonno (non entro 1-2 ore dall’addormentamento).
– Nel caso si presenti in età infantile, se il bambino oltre al sonnambulismo, presenta anche enuresi o appare particolarmente ansioso e agitato.

Nello specifico il percorso diagnostico prevede il colloquio clinico con lo specialista non solo del paziente ma anche dei familiari che hanno osservato gli episodi di sonnambulismo. Una diagnosi di sonnambulismo di tipo strumentale (attraverso la video-polisonnografia) è necessaria in taluni casi valutati dallo specialista.

Il trattamento del sonnambulismo

Generalmente la prognosi e il decorso del sonnambulismo è benigno e tende ad andare incontro a remissione spontanea. Tuttavia è importante capire come gestire le situazioni e gli episodi di sonnambulismo: l’approccio più utile in tal senso sembra essere quello comportamentale.

Fonti Articolo:
  • https://www.stateofmind.it/tag/sonnambulismo/
  • https://www.corrierenazionale.it/2019/11/06/sonnambulismo-cause-rimedi-contro-fenomeno/

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