Plastigomerato, scoperta la roccia di plastica

Plastigomerato, scoperta la roccia di plastica

Ecco come la plastica ha ”invaso” anche le rocce e potrebbe dimostrare, in un lontano futuro, l’inizio dell’Antropocene.

La plastica sta diventando una componente sempre più presente nell’ambiente. A dimostrarlo, per l’ennesima volta, è uno studio realizzato da un team di esperti sulla spiaggia di Kamilo Beach nella Big Island, sulle Isole Hawaii. Un’area oggetto di un’intensa attività vulcanica, in cui la plastica sembra ”mescolarsi” con le rocce. In pratica la plastica si scioglie per le alte temperature della lava, cementa frammenti di roccia, sabbia, può fluisce nelle rocce più grandi e riempire crepe e bolle dando vita una nuova tipologia di formazione: i plastiglomeri. Per gli esperti, inoltre, una volta che la plastica si è fusa con materiali più densi, come roccia e corallo, affonda nel fondo del mare, dove rimarrà per migliaia di anni.

Sono 21 gli esempi di plastiglomerato scoperti sulla spiaggia di
Kamilo Beach; ma probabilmente gli esempi di questo nuovo materiale sono presenti in tutto il mondo. Ormai, raccontano gli esperti in qualsiasi area in cui è comune bruciare la spazzatura in grandi quantità, potrebbe formarsi il plastiglomerato. La scoperta conferma, ancora una volta, come la produzione di materiale plastico abbia un impatto sconvolgente sulla Terra e i suoi processi. Dal 1950 la plastica prodotta è di circa 6 miliardi di tonnellate, sufficiente a impacchettare l’intero pianeta in un unico involucro.

Related Articles