Microchip: Il piano di sorveglianza Cinese

Microchip: Il piano di sorveglianza Cinese

Huawei e ZTE diffidati dagli USA, il Presidente Trump teme un probabile piano di sorvenglianza della Cina

Quasi tutta la produzione di componenti elettronici è affidato alla produzione cinese. Dalle schede madri per desktop, notebook, server, smartphone, tablet, tv e schermi, iniziano la catena di produzione in Cina, poi possono essere assemblati in Occidente, ma il vantaggio economico per la produzione permette di mantenere dei prezzi ragionevoli verso il consumatore finale. Infatti una piccola percentuale di rincaro in da parte della Cina porterebbe a dei prezzi molto alti per l’acquisto, ad esempio di un telefono. Come già spiegato da Apple, spostare la produzione in America sarebbe impossibile, oltre che per un discorso di costi, anche per quello di organizzazione del lavoro, in cui i cinesi riescono, date le leggi che poco tutelano i loro dipendenti. Infatti lì è possibile mobilitare 1000 persone per completare un prodotto, in modo molto semplice e allo stesso modo incrementare le ore di lavoro senza tenere conto di diritti ai quali invece noi siamo abituati.

Secondo quanto scoperto da Bloomberg, SuperMicro ha inserito dei microchip grandi circa come un chicco di riso, all’interno di alcune schede madri destinate all’installazione nei server di Amazon ed Apple. Secondo quando riportato a Bloomberg, da alcuni agenti dell’intelligence e impiegati delle compagnie spiate, sotto garanzia di mantenimento dell’anonimato, SuperMicro controllata dalla Cina ha partecipato direttamente o tramite società terze all’installazione di chip microscopici che permettono a coloro che vogliono compiere un attacco informatico di spiare i dati elaborati (una backdoor a livello hardware), difficilissimi da scovare se non tramite un’attenta analisi ai raggi-x della componentistica elettronica.

La grandezza del chip secondo Bloomberg

Sia Apple che Amazon e SuperMicro non hanno dichiarato nulla sulla vicenda smentendo qualsiasi storia sull’accaduto. Ad ogni modo Apple ha sostituito tutti i server venduti dalla Cina e non ha ricevuto altri prodotti dopo lo “scandalo”. La guerra per il controllo delle informazioni continua, non a caso il Presidente Trump ha deciso di non consentire l’uso di apparati Huawei e ZTE in ambienti governativi, dove la privacy e la sicurezza sono al massimo. La cosa che fa pensare è che tali tali ammonimenti arrivino proprio dagli USA che per anni hanno abusato dei loro reparti di intelligence (ed abusano secondo Swoden per esempio) per spiare i propri cittadini.

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