Tragici incidenti sulle montagne italiane: l’importanza della sicurezza in alta quota
Una serie di tragici incidenti mortali in montagna evidenzia l'importanza della sicurezza e formazione degli escursionisti in alta quota.
Una serie di tragici incidenti mortali si è verificata sulle montagne italiane a partire dal 4 luglio, mettendo in evidenza l’importanza della formazione degli escursionisti sulla sicurezza in alta quota.
Il primo incidente ha coinvolto Margherita Lega, 41enne di Trento, che è rimasta impigliata in una teleferica destinata al trasporto di attrezzature, causandone la morte in modo tragico. Nello stesso giorno, in Piemonte, un 17enne è annegato nella Goja del Pis, in Val di Susa, dopo essere finito sott’acqua in un lago formato ai piedi di una cascata a causa dei recenti temporali.
Il giorno successivo, a Cortina d’Ampezzo, il soccorso alpino ha recuperato il corpo senza vita di un 76enne tedesco, la cui morte potrebbe essere stata causata da un malore o dal freddo. Le tracce dell’uomo si erano perse durante un’escursione. A Alleghe, sempre in Veneto, il soccorso alpino è stato chiamato per un uomo di Canale d’Agordo, 69 anni, che non era tornato da una passeggiata con il cane. Il suo corpo è stato trovato lungo un sentiero, dove era caduto tra gli alberi.
Nella stessa giornata, in provincia di Belluno, è stato ritrovato il corpo di un ragazzo friulano, M.B., 28 anni, di Maniago (Pordenone), che era caduto in un ghiaione mentre risaliva un canalino.
Nella tarda mattinata del 7 luglio, l’elisoccorso di Pescara è intervenuto per soccorrere un escursionista sul Monte Amaro di Opi. L’uomo, 47 anni, ha accusato un malore ed è deceduto a pochi metri dalla vetta.
