Scontri a Bologna tra collettivi antifascisti e CasaPound
Tensione e scontri durante cortei opposti in città
Momenti di tensione si sono vissuti a Bologna, dove si sono svolti contemporaneamente due cortei di segno opposto. Da un lato, i collettivi antifascisti, dall’altro il corteo di Casapound, con bandiere tricolori e del movimento politico di estrema destra. I due gruppi sono stati separati dal cantiere del tram di via Indipendenza e da due cordoni di polizia in tenuta antisommossa.
Alcuni manifestanti hanno espresso il loro dissenso riguardo alla presenza dei fascisti in una città come Bologna, definita “rossa” da uno di loro. Si è discusso sulla concessione della piazza XX Settembre a CasaPound e ai fascisti, con chi si è opposto a questa decisione. Durante il corteo dei collettivi antifascisti, uno degli organizzatori ha dichiarato: “Il governo Meloni e la sinistra al caviale ha perso. A Bologna non si passa”.

Dopo un confronto a distanza, la situazione è peggiorata quando alcuni manifestanti con il volto coperto si sono diretti verso una scalinata per raggiungere la zona occupata dai Patrioti. Qui si sono verificati scontri con la polizia, schierata per impedire l’accesso alla piazza. Durante gli scontri sono stati lanciati fumogeni e petardi, ma la calma è tornata dopo l’intervento delle forze dell’ordine.
Il sindaco Lepore aveva espresso preoccupazione riguardo ai possibili scontri durante il corteo anti-degrado dei gruppi di destra. Ha sottolineato l’importanza di garantire il diritto di manifestare e esprimere le proprie opinioni nel rispetto degli altri e in condizioni di sicurezza per tutti i cittadini.
Anche il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, ha parlato di democrazia, condannando le aggressioni e le violenze subite dalle forze dell’ordine da parte di gruppi di facinorosi durante la manifestazione a Bologna. Ha espresso solidarietà e riconoscenza per l’equilibrio dimostrato dalle forze dell’ordine, nonostante le crescenti difficoltà affrontate con manifestanti e agitatori di varie fazioni.
Si auspica che tutte le forze politiche e sociali del paese condannino senza esitazioni comportamenti pericolosi e inaccettabili in una democrazia.
