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Ricette mediche elettroniche: novità e sfide

La transizione alla ricetta dematerializzata nel sistema sanitario italiano

Ricette mediche elettroniche: novità e sfide

Importanti novità riguardanti le ricette mediche sono state introdotte in manovra. La tradizionale prescrizione bianca, compilata dai medici, sarà presto sostituita da un formato elettronico. Questo significa che le ricette saranno inviate via email o Whatsapp, sia per i farmaci coperti dal Servizio Sanitario Nazionale che per quelli a pagamento.

La nuova ricetta medica dematerializzata è stata introdotta dall’articolo 54 della legge di bilancio. Questo articolo stabilisce che tutte le prescrizioni a carico del Servizio Sanitario Nazionale dovranno essere effettuate in formato elettronico. Lo scopo è potenziare il monitoraggio dell’appropriatezza e garantire l’aggiornamento completo del Fascicolo Sanitario Elettronico.

Questa disposizione non comporta nuovi o maggiori costi, poiché si tratta di una norma volta a facilitare l’attuazione di quanto già previsto dalla normativa vigente. Sarà compito delle regioni garantire l’attuazione di questa norma, attraverso le autorità competenti sul territorio.

Il presidente della Federazione dell’Ordine dei Medici Chirurghi e Odontoiatri (Fnomceo), Filippo Anelli, si è espresso a favore della ricetta dematerializzata, pur esprimendo alcune perplessità. Ha sottolineato che gli strumenti elettronici devono essere un supporto per i medici e per migliorare la qualità dell’assistenza. Tuttavia, ha evidenziato le difficoltà legate alla stabilità delle reti elettroniche in alcune zone del Paese, mettendo in dubbio la prontezza del sistema a gestire questo cambiamento.

Anche Federfarma ha condiviso le preoccupazioni riguardo all’implementazione della ricetta elettronica. Attualmente, il 98% dei farmaci è prescritto tramite ricette dematerializzate, ma il sistema presenta ancora criticità. Il vicepresidente Gianni Petrosillo ha evidenziato che in caso di problemi ai sistemi informatici centrali e regionali, non è possibile identificare il farmaco da erogare. Federfarma ha già segnalato al Ministero della Salute la necessità di affrontare questo problema per garantire il diritto dei cittadini di accedere ai farmaci necessari.