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Il cammino verso la beatificazione di Sammy Basso

La straordinaria vita e il possibile percorso santo del ricercatore vicentino affetto da progeria

Il cammino verso la beatificazione di Sammy Basso

Il desiderio di molti è che si avvii il processo di beatificazione per Sammy Basso, il ricercatore vicentino affetto da progeria, scomparso recentemente all’età di 28 anni. Il Vescovo di Vicenza Giuliano Brugnotto ha reso noto questa possibilità, sottolineando però che i tempi per tale procedura sono lunghi: sarà necessario attendere almeno cinque anni per l’avvio della pratica. Il prelato si è detto disponibile a esplorare questa richiesta, considerando che molte persone chiedono la beatificazione di Sammy e, eventualmente, la sua santità. Secondo il dicastero vaticano delle Cause dei Santi, affinché si possa iniziare il percorso di beatificazione è fondamentale che vi sia una fama di santità legata all’opinione comune, che attesti che la vita del candidato è stata integra e ricca di virtù cristiane. Il primo passo potrebbe essere il riconoscimento di Sammy come Servo di Dio e successivamente come Venerabile. Per la beatificazione, a meno che non si riconosca il martirio – un’ipotesi improbabile in questo caso – sarà necessario presentare la prova di un miracolo attribuito alla sua intercessione.

Sammy Basso, nato a Schio e residente a Tezze sul Brenta, nel Vicentino, è stato il paziente più longevo al mondo affetto da progeria. Durante la sua breve esistenza, si è dedicato alla ricerca scientifica e alla sensibilizzazione riguardo a questa rara malattia genetica che provoca un invecchiamento precoce. Il vescovo ha evidenziato come Sammy abbia dimostrato una santità nella sua vita quotidiana, accompagnata da una profondità interiore straordinaria, di cui la diocesi ha ricevuto numerose testimonianze.

Durante il funerale di Sammy Basso, uno dei momenti più toccanti è stato quando il vescovo Brugnotto ha letto una lettera scritta dallo stesso Sammy nel 2017, che aveva chiesto di leggere solo al momento della sua morte. Nella lettera, Sammy esprimeva la sua visione della vita e della morte, sottolineando che la progeria era solo una parte minima di chi era veramente. Invitava le persone a vivere pienamente, ad amare intensamente e a non lasciarsi trascinare dall’egoismo e dalla ricerca della gloria personale. Sammy incoraggiava i suoi cari a piangere e a festeggiare la sua vita, accettando la morte come un passaggio naturale, ispirandosi alle parole di San Francesco su “Sorella Morte”.

Staff
  • PublishedNovember 11, 2024