La flotta fantasma: come la Russia aggira le sanzioni petrolifere
L'ingegnosa strategia russa per continuare le esportazioni di petrolio nonostante le restrizioni internazionali
Nonostante le sanzioni occidentali, disposte in seguito all’invasione dell’Ucraina, la Russia sta continuando quasi indisturbata a vendere il suo petrolio. Questo avviene grazie a una ‘flotta fantasma’, una flotta che sfugge ai radar delle autorità internazionali, permettendo così alla Russia di aggirare i blocchi imposti dopo l’invasione dell’Ucraina.
Le sanzioni
Prima dell’invasione dell’Ucraina da parte di Vladimir Putin nel febbraio 2022, le esportazioni di petrolio di Mosca si affidavano principalmente alle petroliere occidentali, che dominano la flotta marittima mondiale. Stati Uniti, Unione Europea, Regno Unito e altri Paesi del G7 hanno vietato alle loro compagnie di fornire navi, assicurazioni o finanziamenti per le esportazioni russe dopo il 5 dicembre 2022, a meno che il petrolio non fosse venduto con uno sconto sui prezzi di mercato.
La Russia schiera una flotta fantasma per aggirare embargo e tetto sul petrolio
La Russia ha iniziato a creare una propria flotta di navi registrate in Paesi non appartenenti al G7 dopo l’introduzione delle restrizioni occidentali alle esportazioni di petrolio russo. Negli ultimi mesi del 2022, il mercato delle navi cisterna ha registrato un boom, con le compagnie russe e i loro intermediari che si sono attivati per l’acquisto di navi di seconda mano.
La flotta fantasma
Secondo un’inchiesta del Financial Times, la Russia ha creato una flotta di oltre 400 navi ‘fantasma’ che attualmente movimentano circa 4 milioni di barili di petrolio al giorno al di fuori della portata delle sanzioni, generando miliardi di dollari all’anno di entrate aggiuntive per il regime di Vladimir Putin. I governi occidentali hanno faticato a identificare i proprietari delle petroliere e a monitorarne le operazioni a causa delle complesse strutture societarie offshore utilizzate.
I complici occidentali
L’inchiesta del FT rivela come la russa Lukoil abbia finanziato l’acquisto di diverse petroliere attraverso un contabile britannico di nome John Ormerod. Le navi sono state registrate in società basate in luoghi remoti come le Isole Marshall, con fondi provenienti da Lukoil. Società con sede a Dubai legate a un magnate britannico delle spedizioni sono state incaricate di gestire le navi, nascondendo così il coinvolgimento diretto di Lukoil.
Le scappatoie
Le transazioni sono legali poiché le società con sede a Dubai coinvolte non sono soggette a restrizioni occidentali, a condizione che non utilizzino finanziamenti o servizi del G7. Queste regole sono state progettate per ridurre le capacità finanziarie del Cremlino, consentendo comunque alle esportazioni russe di continuare in parte senza influenzare eccessivamente i prezzi globali del petrolio.
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