Il processo di Makka Sulaev: omicidio del padre a Nizza Monferrato
Una giovane accusata di omicidio premeditato in difesa della madre
Il processo che vede imputata la 19enne Makka Sulaev per l’omicidio del padre, avvenuto a coltellate, ha preso avvio oggi, 10 ottobre. La tragedia si è consumata nel marzo dell’anno scorso, quando la giovane ha reagito violentemente contro Akhyad, 50 anni, mentre questi stava per aggredire nuovamente la madre. La famiglia, di origini russe e di fede musulmana, risiedeva da tempo a Nizza Monferrato, nell’Astigiano. Oltre a Makka, la famiglia include tre fratelli minori, presenti in casa al momento dell’omicidio.
Makka ha raccontato di aver cercato di difendere la madre dall’aggressione del padre, ma di essere stata a sua volta picchiata. L’accusa nei confronti della giovane è di omicidio volontario premeditato. Si sostiene che abbia utilizzato un coltello lungo 30 centimetri, acquistato poco prima dell’alterco in casa. Attualmente ai domiciliari, Makka ha visto respinta la richiesta di rito abbreviato, considerato inammissibile per le circostanze aggravanti.
Durante la prima udienza davanti alla Corte d’Assise di Alessandria, l’avvocato difensore Massimiliano Sfolcini ha ottenuto una perizia su alcune registrazioni audio effettuate poco prima dell’omicidio. Tali registrazioni, in russo, coinvolgono Makka, la sorella quindicenne e la madre, e secondo la difesa testimonierebbero il clima di terrore instaurato in famiglia a causa del padre. Tuttavia, la traduzione delle registrazioni presenta delle lacune che verranno colmate da un perito, come richiesto dall’avvocato Sfolcini.
Al contrario, è stata respinta la richiesta di far tornare Makka a scuola con un braccialetto elettronico. La vicenda continua a destare scalpore e ad attirare l’attenzione dell’opinione pubblica per la complessità delle dinamiche familiari e degli eventi che hanno portato a tale tragico epilogo.
