Assicurazioni obbligatorie contro calamità naturali: la sfida delle imprese in Emilia Romagna
L'introduzione dell'assicurazione obbligatoria per le aziende contro calamità naturali in Emilia Romagna, la bassa percentuale di imprese assicurate, e la criticità del settore agricolo a causa delle recenti calamità e dei costi delle polizze.
Mentre in Emilia Romagna si contano i danni causati dal maltempo, l’introduzione dell’assicurazione obbligatoria per le aziende in caso di catastrofi naturali è diventata un tema di grande attualità. Attualmente, la percentuale di imprese assicurate contro questi fenomeni è estremamente bassa, e la nuova normativa introdotta con la legge di Bilancio 2024 mira a risolvere questa criticità.
Secondo Andrea Betti, presidente di Confagricoltura Ravenna, la mancanza di assicurazioni potrebbe avere conseguenze negative significative. Le imprese che si assicurano contro le calamità naturali in agricoltura nel ravennate sono diminuite del 6,5%, una tendenza che rispecchia una situazione nazionale. Questo calo è dovuto sia alla difficoltà delle aziende nel sostenere i costi delle polizze, sia al ritiro delle compagnie assicurative dal territorio a causa delle calamità che lo hanno colpito negli ultimi anni.
La recente alluvione e le gelate degli ultimi tre anni hanno contribuito a rendere il territorio meno attrattivo per le compagnie assicurative. L’obbligo di assicurazione contro alluvioni, frane e terremoti, esteso anche alle abitazioni, è stato introdotto per affrontare questa situazione critica.
Secondo un report dell’Ismea, nel 2023 soltanto 73.700 imprese agricole risultano assicurate su oltre 1,1 milione presenti in Italia, con una diminuzione del 4,4% rispetto all’anno precedente. Questo ha creato un buco di 350 milioni di euro nelle coperture, spingendo lo Stato a cercare soluzioni alternative per sostenere il settore agricolo.
Nel ravennate, noto per i suoi frutteti, vigneti e coltivazioni cerealicole, le aziende si assicurano anche contro le dannose grandinate. Tuttavia, la riduzione del 50% dei frutteti negli ultimi 15 anni a causa della mancanza di redditività sta mettendo a dura prova il settore. I costi delle assicurazioni sono aumentati notevolmente, rendendo difficile per le imprese sostenere tali spese.
La situazione nel ravennate è critica, con fiumi esondati, ponti e strade impraticabili, e frane che minacciano le coltivazioni. La mancanza di interventi preventivi sul territorio ha contribuito ad aggravare la situazione, con le frane che si sono riattivate dopo le recenti calamità.
Andrea Betti ha sottolineato l’urgente necessità di un piano di salvataggio per le coltivazioni nella zona. Un investimento significativo è richiesto per preservare l’ambiente e evitare che le aziende abbandonino il territorio, con conseguenti costi ancora più elevati per il ripristino ambientale. La richiesta di intervento immediato è motivata dalla gravità della situazione attuale.
