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Attentato di Solingen: impatto sull’immigrazione in Germania

Rafforzamento dei partiti di destra e tensioni politiche dopo l'attacco

Attentato di Solingen: impatto sull’immigrazione in Germania

L’attentato di Solingen ha riaperto in Germania il dibattito sull’immigrazione, dando impulso ai partiti di destra e mettendo in difficoltà la coalizione che sostiene il governo di Olaf Scholz. Tre persone sono state uccise e nove ferite in un attacco perpetrato da un migrante con un ordine di espulsione non eseguito. Questo ha rafforzato i partiti più estremisti, come Alternativa per la Germania (AfD), in vista delle elezioni in Sassonia e Turingia del primo settembre.

AfD, parte del gruppo Europa delle Nazioni Sovrane, ha sempre fatto della lotta all’immigrazione uno dei suoi punti chiave. Attualmente, nei sondaggi, è stimato intorno al 30% di consensi e potrebbe diventare il partito più forte in entrambi gli Stati federali. Dopo l’attacco di Solingen, la leader Alice Weidel ha chiesto un blocco immediato dell’immigrazione, dell’ammissione e della naturalizzazione per almeno cinque anni.

Anche il capo dell’opposizione Friedrich Merz, potenziale prossimo cancelliere tedesco, ha proposto l’istituzione di uno stato di emergenza nazionale per limitare gli ingressi. Merz ha criticato Scholz, sostenendo che il cancelliere stia perdendo gradualmente il controllo del Paese. La Cdu, partito di Angela Merkel, ha sottolineato il fallimento del regolamento di Dublino e ha proposto l’uso della legge nazionale per respingere i richiedenti asilo al confine.

Il responsabile dell’attentato, un siriano di 26 anni, era stato programmato per essere deportato in Bulgaria, ma la mancata esecuzione dell’ordine ha permesso al sospettato di ottenere uno speciale status di protezione. Questo caso non è isolato, visto che più di 70mila rifugiati hanno ottenuto lo stesso status l’anno scorso.

L’attacco e la mancata espulsione hanno dominato le prime pagine dei giornali tedeschi. La Süddeutsche Zeitung si è chiesta perché l’assassino presunto fosse ancora in Germania, interrogativo condiviso da molte altre testate. La Bild ha sollevato il tema delle leggi tedesche che potrebbero favorire i terroristi, mentre Der Stern ha difeso la discussione sull’immigrazione da accuse di nazismo.

Scholz ha cercato di rassicurare, affermando che la Germania rispetta il diritto dell’Unione Europea e che il diritto d’asilo rimane intatto. Tuttavia, ha promesso un’azione decisa per espellere chi non ha diritto di rimanere nel Paese.

Dopo l’attentato, la Germania ha annunciato un aumento delle espulsioni di migranti irregolari. Scholz ha dichiarato che il governo farà tutto il necessario per rimpatriare coloro che non possono restare nel Paese, sottolineando un aumento significativo delle deportazioni rispetto al 2021. Resta da vedere se queste misure saranno sufficienti a evitare un crollo elettorale.

Il cancelliere Olaf Scholz sul luogo dell'attentato - foto Lapresse (Thomas Banneyer/dpa via AP)
Il cancelliere Olaf Scholz sul luogo dell’attentato – foto Lapresse (Thomas Banneyer/dpa via AP)