Cronaca

Tragico omicidio di Giada Zanola: funerali e indagini in corso

Il caso di Giada Zanola: mistero e dolore nella vicenda del cavalcavia

Tragico omicidio di Giada Zanola: funerali e indagini in corso

Giada Zanola, la giovane mamma di 33 anni trovata sull’asfalto dell’A4 a Vigonza (Pd) il 29 maggio, è stata commemorata oggi, 6 giugno, con i suoi funerali. Secondo gli investigatori, il compagno Andrea Favero sarebbe stato coinvolto nel tragico evento, spingendola giù dal cavalcavia dopo una lite. Alla cerimonia erano presenti il sindaco Gianmaria Boscaro e il presidente del consiglio comunale Cesare Paggiaro.

La sorella di Giada, Federica Zanola, ha dichiarato alla stampa: “Era dolcissima e mi manca tanto. È un dolore fortissimo, indipendentemente da tutto, e fa male. Forse con me non si è confidata perché aveva paura della mia reazione.” Il fratello Daniel ha aggiunto: “Vorrei parlare ad Andrea senza accusarlo, ma se è stato lui dovrebbe dirmelo. Se avessi saputo cosa stava succedendo, avrei detto a Giada di chiamarmi. Mai mi sarei aspettato questo. Io avevo un buon rapporto anche con Andrea ma dovrebbe dirmi lui se è stato lui. Vorrei parlargli senza accusarlo di nulla, ci penseranno gli altri a fare giustizia. Se è stato lui dovrà pagare.”

Lo zio di Giada, che l’aveva sentita per telefono circa un mese prima della tragedia, ha commentato: “Andrea sembrava una persona perbene. Spero che adesso paghi.” Giada Zanola era ancora viva quando è stata gettata giù dal cavalcavia, una passione che condivideva con il rombo dei motori delle auto, come testimoniato dai presenti fuori dalla chiesa.

Il parroco ha sottolineato: “Nel mondo di oggi abbiamo bisogno di uomini buoni e giusti. La morte di Giada non può lasciarci indifferenti.” Le indagini su Andrea Favero, camionista 38enne e padre del bambino di 3 anni affidato temporaneamente ai nonni paterni, proseguono. La scientifica ha perquisito la sua abitazione e sequestrato computer e cellulare, alla ricerca di indizi sugli eventi della settimana precedente e sulle presunte minacce e violenze fisiche riferite da Giada a persone vicine.

Il telefono della vittima non è stato trovato, sollevando sospetti sul coinvolgimento del compagno nel suo scomparire. Attualmente, Favero è detenuto nel carcere Due Palazzi di Padova.