Alexa e Google ci spiano in casa!

Alexa e Google ci spiano in casa!

A volte semplificare la vita o renderla più cool può essere pericoloso

Con Siri di Apple si è dato il via alla moda del comando vocale, più avanti il concetto di intelligenza artificiale si è sparso a macchia d’olio fino a spostarsi soltanto dagli smartphone, alla casa con Google Home, Alexa integrato nei dispositivi Echo di Amazon. Insomma cresce l’utilizzo degli smart speaker nelle case di tutto il mondo, ma cresce anche la possibilità che questa intelligenza venga raggirata in qualche modo sfruttando bug o malfunzionamenti.

Adesso utilizzare una tastiera non fa abbastanza figo, è per questo sche sempre più gente sceglie di accendere la luce, attivare il riscaldamento o i condizionatori, far partire un elettrodomestico con la voce, grazie anche a sistemi e interruttori di Philips o NEST già pronti e facilmente installabili nell’ambiente smart. Quando qualcuno ha deciso di affidare l’apertura della porta di casa semplicemente dicendo “Alexa apri la porta di casa” i produttori hanno cominciato ad inserire dei livelli di sicurezza aggiuntivi, magari con l’aggiunta di codice inviato via smartphone. Bisogna considerare che la comodità ha dei pro e dei contro, soprattutto in un caso banale come quello dell’apertura della porta di casa, dove chiunque può pronunciare quelle parole magiche e sbloccare la serratura della porta.

Il dispositivo ad ogni modo ascolta costantemente e si attiva al momento del riconoscimento di un comando vocale, a volte come successo ad un coppia nell’Oregon, basta una lite in famiglia, qualche parola che attiva l’inoltro della comunicazione e tutto il litigio viene registrato ed inviato ad una persona non proprio di famiglia. Fortunatamente in questo caso era stato inviato tutto ad un parente che ha prontamente provveduto a informare i familiari litigiosi. Oppure possiamo ricordare il caso del giudice nel 2017 che ha ordinato di rivelare tutte le informazioni raccolte durante la scena di un omicidio in New Hempshire. Nessuno ci può confermare che gli stessi Google ed Amazon non registrino tutte le informazioni personali e le rendano disponibili per eventuali richieste dei governi, sta di fatto che questi apparati smart per la casa ascoltano continuamente. Forse è per questo che molti di questi dispotivi durante le ultime feste natalizie e periodi di saldi, vengono venduti a cifre molto basse, non possiamo sapere come verranno utilizzate le informazioni registrate, ma possiamo sapere se vogliamo realmente aprire quelle tapparelle con un comando vocale.

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